domenica 31 luglio 2011

551 - credere nei propri difetti

un bosco ombroso e una luminosa città, freschi di stampa, stanno raggiungendo le loro nuove case 

***

anni fa, durante una mostra dei miei dipinti, venni avvicinata, non senza una certa esitazione, da un anziano signore, che avevo avuto modo di osservare mentre egli stesso con grande attenzione osservava ogni particolare dei dipinti esposti.
si trattava di una persona timida e gentile, che, dopo avermi fatto alcuni interessanti commenti su ciò che aveva visto, mi raccontò un fatto, al quale, mi disse cercando di mostrare noncuranza, non pensava più da tempo. 
da giovane avrebbe tanto voluto fare il fumettista. 
amava creare vignette, trascorreva molte ore curando questa sua passione. 
gli sarebbe piaciuto, in particolare, pubblicare le sue strisce comiche su riviste o quotidiani.
quando però, facendosi molto coraggio, si era deciso a presentarle ad alcune redazioni, queste non si erano mostrate interessate, criticando specialmente l'estrema semplicità del tratto, non adatto al loro stile e ai gusti dei loro lettori.
questi rifiuti lo avevano così rattristato, da convincerlo di essere veramente un cattivo disegnatore. 
non sarebbe mai diventato un fumettista, questa era la pura e semplice verità. 
e così il suo sogno era stato prontamente accantonato. 
e per tutta la vita, mi disse : - non ci ho più pensato, e ho fatto il professore di applicazioni tecniche. 
- contento del mio lavoro? così, così - aggiunse sorridendo malinconicamente.

giorni fa, leggevo un'intervista a Jeff Kinney, autore del libro Diario di una schiappa (è di questi giorni l'uscita, in Italia, del film).
raccontava Kinney, di quanto, da perfetto sconosciuto agli inizi della sua carriera, avrebbe amato fare il disegnatore di strisce comico-satiriche per quotidiani e riviste. 
aveva così inviato i suoi lavori in visione a diverse redazioni.
ma il commento di tutte, unito al rifiuto, era stato: disegni troppo semplicistici. infantili. non adatti al nostro stile né al gusto dei lettori.
Kinney, a quel punto, si era un po' depresso. come è naturale.
per riprendersi però quasi subito, pensando: ok. sono troppo semplicistici? e allora io fingerò che siano stati realizzati da un ragazzino delle medie. e ci farò un libro. e nessuno a questo punto potrà obiettare che sono troppo infantili!

e così è stato.
Diario di una schiappa è diventato un best seller tradotto in 35 lingue, pubblicato in 37 paesi, con oltre cinquanta milioni di copie vendute.


credere nei propri difetti.
che venga inciso nella pietra a perenne monito.

mercoledì 27 luglio 2011

550 - cento cose su mia nonna. e un regalo.

oggi, la mia nonna materna, la figlia di Caterina, l'unica tra tutti i nonni rimasta presente a lungo nella mia vita, avrebbe compiuto cento anni.
ho voluto così, come forma di personale tributo, raccogliere per lei i miei cento più immediati ricordi.
così, come mi venivano.
senza ordine temporale.
senza, probabilmente, proprio ordine alcuno.
cento impressioni. cento momenti.
pescati tra i migliaia che mi legano alla sua memoria.
li lascio qui, senza pretesa che vengano letti tutti.
e li lascio così, scarni come sono.
proprio solo come forma di ringraziamento, per il fatto che lei fosse quello che era.
semplicemente, mia nonna.


1 - aveva, da ragazza, un paio di orecchini a forma di piccolo elefante

2 - è stata lei a regalarmi il primo libro amato: Piccole donne

3 - mi fece ai ferri un incrociatino rosa, leggero come un batuffolo

4 - e una sciarpa rossa, lunghissima, di lana grossa e ruvida: li ho ancora entrambi

5 - sapeva a memoria la Cavalleria Rusticana e i pezzi di Petrolini

6 - aveva fatto la guardarobiera nell’albergo più bello del paese

7 - ma le sarebbe piaciuto aprire una latteria

8 - pur essendo una magnifica ricamatrice

9 - a questo proposito, conobbi una donna che mi raccontò che nonna aveva ricamato il suo corredo di sposa, e lo aveva reso, disse, bello come un sogno

10 - era un piacere guardarla mangiare: ci metteva un gusto, che avrebbe fatto ritrovare l’appetito al più ostinato degli inappetenti

11 - era presente quando sono nata

12 - amava stare fuori, viaggiare, vedere posti nuovi

13 - per un periodo fu affittacamere, e ospitò Bud Spencer

14 - aveva sei nipoti: cinque femmine e un maschio

15 - era un animo razionale, ma amava raccontare fatti misteriosi, di streghe e fantasmi, nei quali però diceva di non credere (ma chissà...)

16 - quando da bambina rimanevo con lei la notte, dormivamo nel suo letto freddo e ruvido di lenzuola di lino

17 - la sveglia sul comodino era di ferro, e faceva un ticchettio infernale, ma, pure sensibilissima a ogni rumore, sopportavo stoicamente solo per lei

18 - prima di dormire recitava la preghiera della notte, una litania infinita, che mi affascinava per le parole fantasmi notturni che così, bisbigliate in quel buio della sua camera da letto, rimanevano appese a mezz’aria, quasi animate

20 - poi lei continuava a pregare da sola, per ore, che aveva tanti morti da ricordare. così diceva

21 - aveva lasciato, con una caparbietà insolita per quei tempi, il primo fidanzato, quello consigliato caldamente dalla famiglia. voleva scegliere lei, e così infatti fu

22 - sedeva sempre in pizzo alla sedia, pronta a scattare a ogni richiamo

23 - una volta la incontrai per caso per strada e le scattai una foto

24 - soffriva di vertigini

25 - contrattava al mercato: era l’osso duro di ogni verduraio

26 - il formaggio lo chiamava cacio

27 - aveva una nutritissima collezione di santini

28 - cantava con voce da soprano (e quando iniziava non smetteva più)

29 - andava una volta a stagione da Quinta, parrucchiera per signora, che le faceva un’orribile permanentina, che per fortuna (dicevo io) durava solo due ore (con suo grande disappunto)

30 - mi ha insegnato a giocare a carte: briscola e rubamazzo. giochi da poveri

31 - era l’addetta ad accompagnarmi al circo

32 - benché fosse, da ragazzina, rimasta traumatizzata per aver visto cadere una trapezista

33 - pur vecchia, aveva pochissimi fili bianchi nei capelli

34 - e pronunciava parole antichissime, come: monella. o incomprensibili, come: zara canina

35 - mi ha insegnato l’alfabeto

36 - mi ha insegnato a fischiare

37 - beveva ai pasti vino annacquato, ovvero un goccio di vino allungato con tantissima acqua, come era in uso per le donne di una volta

38 - il suo ripostiglio era ordinato e arioso come un salotto

39 - il suo salottino, ordinatissimo anch’esso, era verde

40 - e lì, in un mobile ovviamente verde, erano conservati tutti i temi di mio zio bambino

41 - e i suoi fumetti

42 - nella credenza in cucina invece conservava ben puliti tutti gli attrezzi di nonno, falegname

43 - nella stessa credenza, ai piani superiori, non mancavano mai i biscotti Athena. che infatti per noi nipoti sono i biscotti “di nonna”

44 - nella stessa credenza, enorme, ai piani bassi, teneva le sue pentole, bellissime, consumate

45 - amava i capelli corti

46 - da ragazzina, uno dei suoi gesti di ribelle, era stato tagliarli alla garconne all’insaputa della severa zia. l’aveva supportata in quel gesto la sua amatissima cognata

47 - era rimasta, a sei anni, orfana di madre, morta di spagnola

48 - quarta di cinque figli, era stata presa in adozione, lei sola tra tutti i fratelli, da una coppia di zii, che desideravano tanto una figlia femmina

49 - la zia (però) le aveva fatto trovare un banchettino, in modo che lei, bambina di sette anni, potesse più comodamente lavare i piatti nell’acquaio. per educarla

50 - amava il suo balconcino, al pomeriggio pieno di sole

51 - le sue vicine, erano una squadra di forti donne capofamiglia e avevano nomi di altri tempi: Olema, Atilve, Mirra, Tersilia

52 - ricordo ancora l’ordine dei suoi cassetti della biancheria. semivuoti, in confronto ai miei

53 - conservava tutti gli oggetti che le erano stati regalati. le bomboniere. i soprammobili che noi nipoti le portavamo dalle gite con la scuola. una galleria di piccole cose di pessimo gusto, che lei teneva come reliquie del buon ricordo.

54 - amava i vestiti dai colori sgargianti

55 - ma lei indossava solo colori sobri

56 - (però, sotto, non viste, portava fantastiche mutande a fioroni)

57 - la portavano ai balli, da ragazza. ma per qualche altra forma di sadica educazione, a quei balli, le era proibito di danzare. si avvicinavano i giovani per le richieste, ma lei rispondeva: grazie, accetterei volentieri. ma la zia non gradisce

59 - aveva in cucina una bellissima macchina da cucire a pedali. ne ricordo ancora l'ipnotico rumore

60 - il suo primo bambino era morto a soli tre mesi di broncopolmonite. questo l’aveva spezzata dentro, e per tutta la vita, è sempre, in qualche modo, stata in cerca di quel suo primo figlio

61 - quando da bambina avevo l’influenza, rimaneva lei con me nella mia camera. si metteva davanti alla finestra, e ricamava nella luce radente del pomeriggio

62 - le mettevano tristezza le case vuote, la partenza dei villeggianti a fine estate. amava avere gente attorno, vederli alle finestre, sentirli chiacchierare dai balconi. ogni loro ritorno era per lei una festa personale

63 - una delle sue ospiti estive, la Signora Monica, le fece un giorno una manicure. continuava a rimirarsi le unghie curate e ne andava così orgogliosa. credo soprattutto del fatto che qualcuno si fosse preso generosamente cura di lei

64 - nelle mattine d’estate, arrivava quasi sempre con un fumetto per me. il suo preferito era Braccio di Ferro

65 - amava andare al mare. la sua pelle scurissima non conosceva scottature, così poteva sostare a suo piacimento sul bagnasciuga, a prender l’onda

66 - da giovane somigliava a Josephine Baker

67 - durante la guerra, in un atto di incosciente e disperato coraggio, era saltata con furia cieca al collo di un soldato tedesco che intimava a lei e ai suoi figli di lasciare la casa dove erano sfollati. fu uno zio a salvarla, spiegando al tedesco che si trattava di una donna impazzita. e forse, in quel momento, era anche vero...

68 - ho fatto con lei il mio primo viaggio per mare. destinazione: Isola del Giglio. avevo sì e no un anno

69 - aveva una specie di fuoco dentro che non si spegneva mai. la notte che morì il suo primo bambino, questo fuoco la costrinse a lavorare ai ferri un intero paio di calze

70 - era mancina

71 - da ragazza era andata più volte all’opera, con gli zii, a Roma

72 - per questo, conosceva molto bene la città eterna. così, era lei l’addetta ad accompagnare parenti e amici ogni qual volta avevano bisogno di muoversi nella capitale

73 - era coraggiosissima (seppure il suo era un continuo affrontare paure)

74 - anche da vecchia rimaneva bella. ma lei non ci ha mai creduto

75 - non l’ho mai vista indossare altri orpelli che la fede nuziale

76 - che non aveva dato alla patria

77 - aveva a casa una bellissima specchiera antica, con sopra due spazzole d’argento. forse il suo bene più prezioso...

78 - i suoi occhi erano perfettamente, profondamente, neri

79 - aveva i capelli molto ricci, e quando le morì la mamma, era disperata che nessuno più glieli pettinasse come solo lei sapeva fare

80 - bambina lei stessa, crebbe uno dei suoi cugini, che non poteva essere allattato dalla mamma debole e malata, attaccandolo direttamente alla mammella della capra

81 - raccontava fatti strani e bizzarri, come quello della fumatrice d’oppio che viveva in una strana villa e non usciva mai

82 - e quello della vipera che si era infilata nella camicia dello zio, che si era sporto da una finestra che dava su una foltissima siepe

83 - e quello del treno che aveva distrutto i suoi mobili da sposa

84 - si rammaricava di non riuscire a recitare, assieme alle altre donne, ormai anziana, un intero rosario: le veniva sonno, rischiava di addormentarsi

85 - ho imparato da lei a trattare e cucinare il pesce

86 - non ha mai usato trucchi, né creme (e la sua pelle era perfetta)

87 - un suo grandissimo cruccio era quello di aver dovuto lasciare la scuola, dopo la terza elementare. amava studiare, era molto brava

88 - ma odiava la maestra, poiché la umiliava ogni volta che lei le consegnava un tema, ponendoci sotto la scritta non è farina del tuo sacco. quanto ci aveva pianto

89 - non aveva riscaldamento a casa, ma una vecchia stufa sulla quale in inverno metteva anche pentole o piccoli capi da asciugare

90 - non aveva peli sulla lingua

91 - era di temperamento veloce e nervoso

92 - ma diventava la persona più paziente al mondo con chiunque avesse bisogno del suo aiuto

93 - conservo ancora una giustificazione che mi aveva scritto, in assenza dei miei genitori, per non aver potuto svolgere un certo compito

94 - da vecchia, per via della cataratta, le dava fastidio il sole. così si era comprata un paio di occhialoni che su di lei stavano stranissimi. la chiamavo Ray Charles e lei rispondeva: e chi sarebbe?

95 - era figlia di un marinaio ligure, che da vecchio, parlava solo dialetto strettissimo

96 - e per uno strano caso del destino, il giorno in cui morì, noi tutte le nipoti, ci trovavamo in Liguria. era un suo fermo desiderio, lo aveva sempre detto, che nessuna di noi fosse presente, e in qualche sottile modo le è stato esaudito

97 - amava ascoltare la radio e si metteva con l’orecchio vicino vicino

98 - aveva un autentico pollice verde. addirittura le piante le risuscitava

99 - si chiamava Ester Gaibisso, era mia nonna

100 - e le mie mani sono identiche alle sue






e ora il regalo.
dice il punto 57: la portavano ai balli, da ragazza. ma per qualche altra forma di sadica educazione, a quei balli, le era proibito di danzare. si avvicinavano i giovani per le richieste, ma lei rispondeva: grazie, accetterei volentieri. ma la zia non gradisce.

ecco.
il mio regalo nonna, è questo:
questa sera tu sarai ragazza e andrai a un ballo.
e quando ti si avvicinerà il primo giovane chiedendo: signorina, gradisce questa danza? tu ti alzerai rispondendo: sì, grazie, con piacere.

"non ti scordar di me, la vita mia legata è a te..."

lunedì 25 luglio 2011

549 - sparse, dai monti

sottosopra

"mai mancante neve di metà Maggio..." il poeta Zanzotto riesce a leggerle. io mi limito ad osservarle, in attesa che prima o poi mi venga svelato il loro misterioso alfabeto

il sole, lassù in cima

la pioggia, laggiù in fondo

io ci ho provato a lasciarla lì, sentinella del luogo più selvaggio. poi, chissà...

io ci ho provato a chiedere asilo. io ci ho provato a farmi seguire. 
ma hanno continuato a guardare altrove, con placido occhio bovino




semplici perfezioni, a volte frattali

quella sera che si era accesa una luce

mondi


città del fantastico

cosa volere di più?

forse un teatrino...

tre antichi solenni signori


lo stesso lago, ma sembrano due

ombre fugaci di camminatrici al ritorno. che salutano :)

che vi invitano qui (per, eventualmente, vederle tutte assieme).
e che infine vi danno appuntamento alla prossima.

a presto! :)

***

qui invece la bellissima, poetica iniziativa di Sybille e Paula!


venerdì 22 luglio 2011

548 - il viaggio di Ninablu



ricordate il viaggio di Ninablu?
bene.
la ragazza dell'isola è poi partita, con la nave delle ore sette di un certo mattino, seguita dalle poche cose che ha portato con sé: due gabbiani da ricognizione, una conchiglia rotonda e lucida, un cartoccio con foglie di tè, una manciata di sabbia in un barattolo di vetro.
è partita ed è arrivata da chi la stava aspettando: un'altra ragazza di mare col nome che indica punti cardinali.
e loro due, assieme...

(grazie Bussola! :))

sabato 16 luglio 2011

547 - il tempo delle acque




"Dopo il solstizio d'estate, le piante ormai fecondate, entrano nel periodo della gestazione del frutto: per nutrirlo si gonfiano di linfe e liquidi. Poiché tutto avviene misteriosamente al loro interno, i nostri antenati simboleggiarono questo fenomeno con il Granchio, animale acquatico, che vive in una dimensione liquida e che protegge i suoi liquidi interni con una corazza, così come le piante proteggono il frutto in gestazione con tegumenti, spine, scaglie. ..."
(Ferdinando Alaimo - AAM Terranuova Luglio-Agosto 2011)

"... è ormai il tempo in cui l'unione del padre Cielo con la madre Terra ha esaurito la sua coinvolgente scenografia. Ma dalla loro unione è nata e sta maturando una copiosa abbondanza di frutti. Le creature, in questa stagione si volgono a realizzare la massima estrinsecazione; la forza vitale di ogni individuo si espone al massimo per raggiungere il compimento del proprio personale destino. Qui la fantasmagoria di trasformazioni raggiunge la pienezza. Le acque ormai sono più calde - è il tempo del Cancro - e si fanno anche più chiare. Le acque! Hanno accolto, bagnato, intenerito, trasmesso, favorendo le unioni (Pesci), e ora pullulano di nuove vite festanti. ..."
(Marcella Rossi - La via del cibo - ali&no editrice)

mercoledì 13 luglio 2011

546 - e Ninablu, andrà, da...


che vince con il fortunato numero 23.


la ragazza dell'isola ha già la valigia pronta.
raggiungerà la casa di un'altra ragazza di mare, capace di indicare, solo col nome, i punti cardinali.
che volere di più? :)

ad ognuna di voi, grazie di aver partecipato!
Nina avrebbe voluto raggiungervi tutte, lo so.
ha il cuore generoso e vagabondo.
e chissà che, in un modo o nell'altro, non arrivi davvero a bussarvi all'uscio...

a presto! con un abbraccio (ovviamente blu) da noi due e dalla gente dell'isola!



martedì 12 luglio 2011

545 - gli arcobaleni sono ovunque



... solo un breve cenno per ricordarvi del giveaway di Ninablu e per ringraziare Harielle delle bellissime parole che mi ha dedicato.

a domani per sapere chi ha vinto!

domenica 10 luglio 2011

544 - creature









non sembra quasi di sentirli grufare, sbruffiare, ungulare, sgranfiare, spaurare, druzzolare?


giovedì 7 luglio 2011

543 - Ninablu vuole raggiungervi - i sette giorni di Ninablu + un giveaway

settimo giorno.
e stamani Nina mi ha detto: - senti. io dopo Barcellona ci avrei anche preso gusto. e dunque un altro viaggio me lo farei proprio volentieri. che ne dici se... - e non ha completato la frase perché noi due ci capiamo ormai con uno sguardo.

ne dico che sì. perché no. si può fare.

e questa volta il viaggio sarà... verso una delle vostre case!
ovvero, dopo averne tanto parlato, dopo sette lunghi giorni di estratti, e di immagini, e di perché e di percome, di Veneri e Principesse e Gionni Balene, il congedo migliore è quello in cui il libro si fa viandante e vi raggiunge.

e dunque da adesso, inizia un velocissimo giveaway.

cinque giorni cinque, per partecipare all'estrazione che vi porterà, a casa, Ninablu stessa, che vi consegnerà una copia del libro, con dedica.

chi può partecipare?
tutti! tutti potete partecipare. anche chi già avesse una sua copia del libro può partecipare per vincerne un'altra, che avrò cura di dedicare a chi mi verrà indicato.

e come si partecipa?
basta un commento. un commento qui sotto.
a partire da adesso, fino alla mezzanotte di martedì 12 luglio.
tutto qui. facile no?

Nina è tutta impaziente di rimettersi in viaggio.
io di spedirla ;)

coraggio dunque. e buona fortuna!

***
e così si giunge alla fine.
per chiudere questi sette lunghi giorni in compagnia di Ninablu, vi lascio con il breve video che aveva accompagnato la sua uscita. (lo avevo già postato in quell'occasione, ma gli sono così affezionata che mi perdonerete se lo posto nuovamente).

e con la risacca dell'onda sull'isola, la sirena della nave delle sette, i gabbiani che girano in tondo sulla casa in Via della Scogliera e la bella voce di Annamaria Gozzi, Ninablu e io vi salutiamo con un inchino.
grazie!

e appuntamento qui il 13 Luglio per sapere chi ha vinto.




un po' di riepilogo per chi arrivasse solo adesso.

Ninablu è un libro
che trovate qui
che potete ordinare qui
e di cui hanno parlato:
mangialibri
editoria ragazzi
book avenue
insieme a tè
book 149 (para los amigos que hablan español)


bene. parte adesso il giveaway, grazie ancora, e alla prossima!

mercoledì 6 luglio 2011

542 - come tutto ebbe inizio - i sette giorni di Ninablu

lo so che non riuscite a starmi dietro :)
come dicevo alla mia cara elenita, a volte non mi sto dietro nemmeno io. dunque comprendo benissimo.
però continuo ;)
ché i giorni sono sette e siamo ancora al sesto.

chiamato anche: l'inizio.

dal libro:

Venite, vi presento Ninablu.
Sì, è lei.
Ha aperto proprio adesso la porta.
Abita nella casa in cima alla scogliera.
Davanti, un orizzonte di mare.
Tutto attorno, cielo.
E’ amica di un gabbiano che ogni giorno passa a farle visita.
Le grida un saluto volando in cerchio.
Nina agita le braccia e risponde in lingua di gabbiano.
Poi siede fachira davanti alla soglia, a contare le navi di passaggio.
Conosce tutte le rotte, gliele ha insegnate il nonno, e quando una nave passa Ninablu l’accompagna fin che può con lo sguardo.
Dopodiché continua col pensiero.
Se non passano navi Ninablu si dedica al vento.
Quando soffia da Nord l’aria è serena.
Se giunge da Sud il mondo va in subbuglio.
Da Est porta con sé la pioggia.
E quando soffia da Ovest, tutto torna com’era.
Ogni giorno Ninablu si incammina per un ripido sentiero che porta ad un'insenatura ai piedi della scogliera.
E' la sua spiaggia personale.
Mentre scende Nina canta lunghe filastrocche, camminando attenta per la via scoscesa.
Al suo arrivo nella baia per un po’ siede su uno scoglio liscio a guardare l'onda che si srotola.
Impalpabile polverina d’acqua le arriva fino al naso facendola starnutire: - Etciù!
Poi Ninablu gioca a saltellare tra le pozze lasciate dal mare che va e viene, come sempre fa il mare.
Quando è stanca di saltare è il momento di raccogliere gusci di conchiglie.
- Uno, due, tre... venticinque - le tasche di Ninablu si riempiono presto di gusci bianchi, rosa, lisci, ruvidi, a strisce, a spirale, pungenti o ovali come piccole unghie di madreperla.
Quando nelle tasche non entra più neanche il più minuscolo guscio, Nina si ferma.
Osserva pensierosa l’acqua turchese della baia, in equilibrio su un solo piede come un fenicottero.
Un pesce guizza al largo.
E’ tempo di tornare alla casa in cima alla scogliera.
E’ quasi sera.
Mentre il nonno prepara la zuppa, Ninablu si sdraia all’aperto a guardare le nuvole.
Ce ne sono di tutte le forme.
Un cuore, un gatto, un ombrello aperto.
Un fiore, l’artiglio di una strega, le torri di un castello...
Ma è ora di rientrare.
La notte che tutto avvolge a Ninablu piace.
La finestra della sua camera non ha tende perché Ninablu ama guardare fuori.
La Luna sta sorgendo.
Laggiù, lontano, la luce tremula di una nave.
O forse è una stella.
Chissà.
Ninablu la fissa a lungo, ma gli occhi poco a poco si chiudono.
Giusto il tempo di contare fino a nove...
Shhhh.
Dorme.


***
e oggi, senza aggiungere altro, vi lascio qui il primo capitolo.
mai pubblicato fino ad ora tutto intero.
consideratelo un assaggio.
e se questo assaggio dovesse farvi venire voglia di proseguire, la direzione è sempre la stessa.

***
a domani, per l'ultimo dei sette giorni di Nina.

martedì 5 luglio 2011

541 - chiacchierando ancora - i sette giorni di Ninablu

quinto giorno: Venere e il continuo delle curiosità

dal libro:

"- Presto Nina, presto! Il rituale va fatto alle cinque in punto!
Ho infatti calcolato che le cinque qui sull'isola corrispondono alle dieci dell'osservatorio dove vivono Arturo e Alcione. A quell'ora i miei figli sono tutti impegnati a guardare il cielo. Se noi inviamo un messaggio alle stelle, queste, così amate dalla famiglia, certamente avranno cura di trasmetterlo a quei due svagati, che finalmente si ricorderanno di prendere qualche giorno di vacanza e venire a trovare la loro vecchia mamma.
- Svagati e citrulli - annuisce Nina soddisfatta.
- Citrulli è un po' eccessivo! Stiamo pur parlano di due scienziati che potrebbero anche vincere il Nobel, un giorno... - obietta Venere mentre prendendo Nina per mano la conduce nel salotto, che ha predisposto come luogo del rito. 
...
- Venerissima, che eleganza questi anelli! Sbrilluccicano smodatamente! Ma... e i cappelli a punta dove li hai trovati? Li hai ordinati sul catalogo "Elfo per un giorno"? Te li ha portati Marina? Ah no, aspetta, li hai fatti fare dalla sarta con quel taglio di stoffa irlandese che ti ha portato suo nipote Costantino dall'ultimo viaggio. Sai che adesso si trova nella Terra del Fuoco? Me l'ha detto il nonno ieri sera. Mi ha raccontato anche che l'altro ieri, in Piazza...
- Infila cappello e anello! -  le intima Venere fulminandola con tanto d'occhi. - Andiamo a cominciare!
Ninablu, muta come un pesce di fondale, indossa come le è stato detto i due accessori e si mette impettita ad aspettare nuovi ordini. ..."


***
Venere, la donna più vecchia dell'isola ha - solo novantaquattro anni - come le piace affermare.
grande amica di Ninablu, vive in una casa proprio al centro del paese, ed è assolutamente, incantevolmente, eccentrica. indossa solo abiti dai colori sgargianti, arriccia i capelli bianchi fino a farli diventare come il vello di una pecora, conosce tutti, e di tutti conosce ogni segreto, possiede bauli pieni di oggetti esotici, sa ogni cosa sulle stelle, e proprio tramite le stelle è capace di organizzare riti misteriosi.
come quello che stanno preparando proprio in questo momento...

***
e mentre le due cospiratrici confabulano fitto fitto, io mi allontano pian piano dalla casa al centro del paese, e poi dal paese stesso, e infine dall'isola, e torno qui, per continuare a raccontarvi qualche altra curiosità sul libro.

- mi è stato chiesto a chi mi sono ispirata per il personaggio di Venere. se davvero esiste, se viene dal mio passato...
Venere in realtà, nasce completamente dalla mia fantasia.
non mi sono ispirata a nessuno in particolare, seppure, certamente riassume in sé il cuore e l'anima di molte delle Veneri conosciute nel tempo.
Venere è uno dei personaggi cui sono più affezionata, le ho perciò donato molti degli aspetti che preferisco nelle persone.
è curiosa, è impicciona - in senso buono -, è insolita, bizzarra, impavida, scanzonata. non ha peli sulla lingua, e vive la sua vecchiaia come fosse - e lo è davvero - il più prezioso dei regali ricevuti. non vede praticamente mai i due svagati figli, due scienziati che vivono lontanissimo, ma non si macera in tristezze o nostalgie. ride, scherza. osserva il mondo dal suo balcone, compra stoffe dai marinai, prepara biscotti inventati, parla molto, ma sa ascoltare in religioso silenzio.
non a caso le ho dato il nome del pianeta dell'amore. Venere è infatti una sorta di stella-madre universale. una madre dispettosa e irriverente, ma capace di aggiustare i cuori rotti, e di tenere vicina al suo cuore una bambina un po' sperduta.

- le Acque Turchesi (un intero capitolo è dedicato loro) invece esistono davvero. e si chiamano proprio così: le Acque Turchesi.
un nome che non troverete mai scritto in nessuna cartina, ma che è stampato col fuoco nella memoria di un gruppo di certi piccoli pirati che furono. (Amalia, era il mio nome di battaglia).

- come anche esiste, e sta probabilmente, chissà, nuotando ancora da qualche parte Gionni Balena.


erano soliti assistere alle sue esibizioni marine, un gruppo di scolari che si affacciavano, nelle mattine di tramontana, ovvero quando Gionni - ovviamente il suo nome è qui di fantasia - era solito dare il meglio di sé, dalle finestre della scuola che vedete nell'immagine qui sopra.
l'edificio è adesso completamente abbandonato.
ho scattato la foto qualche anno fa, quando, per poterlo rivedere, ho scavalcato un cancello pericolante e mi sono arrampicata per una scala piena di crepe.
lassù adesso si respira un'aria spettrale. le finestre sono scardinate, i vetri rotti, il giardino pieno di erbe e rovi.
non sono rimasta a lungo. il luogo odorava di vento e pericolo. di cose passate. del gelo di quelle mattine lontane. delle nostre voci ancora impigliate ai muri. 
ho guardato il mare, da lassù immenso. e mi è parso di vederlo... Gionni col suo costume rosso! ma è stato un attimo. l'abbaglio di un ricordo. o forse la boa di un sub.
dopodiché, sono tornata a casa, e ho scritto.

***
ecco.
molte altre cose ci sarebbero da dire. altre curiosità da svelare.
forse un'altra volta.
stamani mi fermo qui.
sull'atrio sconnesso di una scuola abbandonata.
a scrutare dai vetri rotti il mare di una (quasi)isola.

come sempre, qui, la mappa per raggiungerla.


lunedì 4 luglio 2011

540 - chiacchierando - i sette giorni di Ninablu

quarto giorno: il gioco del tè, e alcune curiosità

dal libro:

"Venerdì.
E' un buon giorno per usare la teiera azzurra.
Si tratta di una preziosa teiera portatale dal nonno di ritorno da un viaggio in Cina.
Questa teiera cinese è molto raffinata ed esige una certa eleganza.
Ninablu per l'occasione indossa un abito orientale, anch'esso dono del nonno.
L'amica in visita oggi è Tuppi. In realtà il suo nome per intero sarebbe Camilla Elisabetta Sofia Cecilia Margherita Elena Virginia Genzianella, quest'ultimo fortemente voluto dal padre di lontana origine montanara, poiché i genitori non sapendone scegliere uno solo, sfiniti dall'indecisione, glieli hanno affibbiati tutti. Alla fine tutti la chiamano solo Tuppi perché lei ha deciso così sin da piccolissima, per via di un certo topo protagonista di uno dei suoi libri preferiti. ..."


il gioco del tè è una delle occasioni di festa a casa di Nina, lassù, sulla ventosa Via della Scogliera.
si svolge ogni anno, in Primavera.
e Nina, con la sua predilezione per i riti, per ciò che torna e si ripete, per ciò che può essere celebrato, la aspetta ogni anno, paziente e impaziente allo stesso tempo.
nei giorni che si avvicinano alla festa scrive con cura sette inviti e li spedisce.
poi prepara le teiere, gli abiti che indosserà. e aspetta.
(a proposito, uno dei sette inviti, solitamente, è per me. ovvio no? ;))

***
e mentre lei sciacqua le teiere, io vorrei raccontarvi, tra oggi e domani (li dividerò in due appuntamenti per non farla -come spesso accade, sorry!- troppo lunga), alcune curiosità sul libro.

dunque dunque, vediamo...

- sapete qual è stata la primissima illustrazione di Nina?
è stata questa:


avevo già fatto numerosi schizzi, cercando di tradurre l'immagine mentale che avevo di lei.
(ma devo dire che Nina è nata subito, con facilità...)
e, quello che vedete qui sopra, è stato il primo disegno che ho deciso di colorare.
la prima vera immagine di Ninablu è dunque invernale. calore di sciarpa e di gatto.
mi guardava Nina da quel foglio, dritta negli occhi. la guardavo.
e mi piaceva così tanto, questa prima Nina, le ero così affezionata da volerla come copertina.
poi, è successo che costruendola, con il titolo e tutto il resto, qualcosa, graficamente, non mi convinceva.
così di copertina ne ho disegnata un'altra e questa immagine è finita in quarta.
anche se rimane probabilmente la mia preferita...




- la barca a vela appesa in camera di Nina, come pure le navi sull'illustrazione della mappa, che vedete qui sopra, appaiono anche in altri miei quadri. magari ve ne eravate accorti... o no?



- Ninablu è nata scritta a mano, su una Moleskine. questo che vedete sopra è il suo primissimo abbozzo. non ricordo dove fossi... forse in treno? è molto probabile. in nessun altro non-luogo riesco ad astrarmi quel tanto che occorre perché le idee affiorino.

- gli scrittori, si sa, sono tutti un po' ladri. e io, per Ninablu, credo di aver saccheggiato, oltreché tante e tante cose viste e sentite ovunque, soprattutto i fatti della mia infanzia. la principessa, per esempio. la principessa arriva diritta diritta da lì, da qualcosa di nebuloso che ricordo nei miei primi anni di vita.
lei era una principessa vera, molto famosa e molto bella, che trascorreva alcuni dei suoi giorni di vacanza nella dependance, nascosta e difficilmente raggiungibile, di una certa villa, posta in una delle località più solitarie e selvagge della quasi-isola dalla  quale provengo. la villa era custodita da Mario e Dora, un'anziana coppia, entrambi cari amici di una mia vecchia prozia. li andavamo a trovare spesso, in quella casa che ricordo come in un sogno. con loro, c'era (ma guarda un po' :)) una pappagallina. che borbottava bisbetica e reumatica. vecchia come i due, come le  pietre della casa, come gli alberi di aranci che le facevano da cortina, come l'atmosfera che aleggiava tutto attorno.
non ho mai visto la principessa (se non sui tanti giornali in cui appariva al tempo) così potevo immaginarla, fantasticando a lungo sulle sue collane, sulla sua corona da principessa, sugli abiti sontuosi che indossava, sulle sue spazzole d'argento (che sicuramente nel mio immaginario erano delicatissime e numerose), sulla lunga scala che scendeva alla sua casa... e su quel velo di malinconia che aveva sempre nello sguardo (il suo vero sguardo) e che ho, probabilmente in modo non del tutto consapevole, trasferito alla principessa del libro.

- la barca Rosmarino, non si chiamava Rosmarino, ma è esistita davvero, ed era il gozzo di famiglia con cui ho fatto tante e tante gite, circumnavigando il mio piccolo promontorio. era arancione. aveva un inconfondibile odore di alghe marce, legno vecchio, vernice. adoravo stare a prua, dritta e impettita come una polena. e nessuna onda mi faceva paura: il mare era, ancora e soltanto, amico e compagno fedele. conoscevo la costa a memoria, e cantavo, cantavo e ridevo forte mentre la barca avanzava nel maestrale che sempre, al pomeriggio, si levava dritto e teso come solo un vento di Maestrale sa fare.

e mentre il Maestrale arriva chissà dove, io mi fermo qui.
per oggi.
riservando le ultime curiosità, al quinto giorno di Nina. che sarà domani.

come sempre vi ringrazio e vi saluto.
lasciando la bussola aperta sulla direzione dell'Isola.


domenica 3 luglio 2011

539 - gli amici - i sette giorni di Ninablu

terzo giorno: una principessa, tanti amici

dal libro:

"... Prima di spengere la luce Ninablu guarda dai vetri della piccola finestra della sua camera.
Fuori l'aria è scura e calma. Da un ramo basso vola via una civetta. Una falce di luna sosta bassa sul mare. La vista della lunga scala della Principessa si perde nella notte. 
Laggiù in fondo c'è la casa.
Chissà se la Principessa è ancora sveglia? Starà leggendo? O guarda pensierosa questo mare scuro?
Nina strizza gli occhi per vedere meglio nel buio...
Poi torna a letto, chiude il libro e spenge la luce sussurrando: - Sogni d'oro, Principessa."

***
c'è, non c'è. si sa quando arriva, non si sa quando parte.
vive in una casa in riva al mare, ama stare sola, ha cinque spazzole d'argento e una lunga lunga scala.
questa è la Principessa.
una presenza impalpabile nel libro di Nina.
eppure tanto tangibile da avere tutto un capitolo dedicato.

e ugualmente impalpabili eppure così tangibili, sono le testimonianze che mi arrivano da chi ha letto Ninablu. si tratta in maggioranza di donne: mamme che lo leggono assieme ai loro bambini (e poi lo rileggono da sole e preparano anche i suoi biscotti preferiti), ragazze (di tutte le età) che lo leggono e poi lo prestano alle amiche, e poi lo ricomprano, e poi lo consigliano, e infine ne ordinano dieci copie in libreria per regalarlo (grazie T.!), nonne dell'età di Venere (che magari indossano i suoi stessi caftani ;)). 
ma non si tratta solo di donne, ci tengo a precisarlo! c'è anche qualche ragazzo (anche ragazzi nonni ;)).
e qualche piccolo pirata. uno di loro, Francesco (un pirata di otto anni che saluto!) le è diventato così amico, da cercarla, con l'aiuto della sua mamma, su Facebook (eh sì, Nina ha una sua bacheca) e instaurare con lei una buffa corrispondenza. 

e oggi, nel terzo giorno di Nina, sono proprio le testimonianze che voglio festeggiare! e lo voglio fare pubblicandone un po'.
alcune mi sono arrivate personalmente. altre sono arrivate all'editrice. o sono state pubblicate su anobii. o infine mi sono giunte tramite facebook (il mio personale).
ho, per la privacy, indicato solo le iniziali, come firma.
ma vi riconoscerete dalle vostre parole.
che spero siano, per voi che me le avete scritte, un segno della mia gratitudine.
e per tutti coloro che ancora non conoscono Nina, un invito, una direzione. 
una rotta, visto che si parla di isole.

"... Ti ho scritto perchè volevo darti le mie più sincere congratulazioni per il tuo nuovo libro, Ninablu. E' STUPENDO!!!!! L'ho letto in 2 giorni e mi è piaciuto tantissimo! Hai una fantasia... sai un po' ti invidio ;-). Mi è piaciuta tanto la figura di Ninablu, come l'hai descritta e tutte le sue piccole avventure! Quasi quasi avrei voluto essere io al suo posto! Poi Scampato mi ha ricordato tanto la mia gatta N. La parte che mi è piaciuta di più è stata... in realtà mi sono piaciute tutte moltissimo, ah ecco! quella che mi ha fatto più sorridere è stato il capitolo "Ninablu va a scuola" ! Magari fosse così la scuola: ... . Mi è dipiaciuto un po' per i genitori di Ninablu, però Nina è riuscita anche in questa situazione spiacevole a renderla un po' più, come dire... accettabile. Tiziana, devi scrivere assolutamentte un altro libro, perchè questo mi è piaciuto tantissimo! Ti potrei suggerire qualche titolo, ne ho già uno in mente "LA VERA STORIA DI SCAMPATO" oppure un altro libro completamente differente. Complimenti, veramente complimenti! Sei stata bravissima!
G.D.S.

- grazie per aver scritto quel piccolo gioiellino in blu... mi hai fatto respirare il mare attraverso Ninablu.. mi hai fatto sentire la gioia delle piccole cose.... dei piccoli sapori.... delle piccole grandi imprese.... mi hai fatta volare con le sue piccole ali.... mi hai fatta parlare con gli animali.... sei grande tiziana!
M.M.

- ... anche per me una sola parola per lei: indimenticabile...
R.B.

- Cara Ninablu, in te c'è un pezzetto di ogni bambino che fu e anche qualcosa di quel che avrebbe voluto essere. Mi sei piaciuta molto e penso di conoscere un po' di Nineblu (piccole e grandi) a cui portarti in dono che ti apprezzeranno.
S.S.

- Lo sai Ninablu che le tue fantasie le ho regalate a ben 10 amiche... La libreria si è rifornita e ne ha di copie del libro... E' il libro più piacevole che ho letto e ogni tanto vado a rileggerlo... Grazie Tiziana!!!!
T.F. 

- ... la mia migliore amica mi ha "rubato" la mia copia di Ninablu, e così dovrò acquistarne un'altra... con grande gioia! 
C.

- Arrivato!
Ieri sera mio marito è tornato da lavoro nero come un tizzone; nell'ambiente privato dove lavora praticano una sorta di "mobbing velatissimo e nei confronti un po' di tutti" in vista della competizione fra colleghi e della Dea Produttività.
Ha mangiato e mi ha preso il libro.
Se l'è divorato.
Dopo che ha finito (io intanto stiravo, lavapiatti, lavatrice ...) gli ho chiesto:- Beh? Che ne pensi?-
Lui:- Penso che questa ragazza è riuscita a rasserenarmi. -
Ed era vero.
Ha dormito sereno tutta la notte ( ed è una settimana che non riusciva).

M.

- ... ieri in un momento di malinconia ho preso in mano il tuo libro e ho letto un capitolo che a me piace moltissimo, quello delle Acque Turchesi, e così volevo ringraziarti perchè Ninablu è una fedele
compagna e amica. ...
G.

- Ninablu è già finito... finito troppo in fretta, come temevo!
Ci voglio andare anch'io a bere il tè da lei, come si fa, dimmelo Tiziana, ti prego!
E.

- Ninablu è meravigliosa, la sto leggendo piano piano, ma ho già letto del suo gatto, della settimana del tè con tutti quei bei vestiti e le teiere diverse (mi parevi proprio tu!). poi volevo aggiungere che domenica stavo per preparare gli scones ma mi sono accorta d'esser rimasta senza l'uvetta (mannaggiammè) e che vorrei tanto anche io un'amica preziosa come Venere. 
brava, brava, bravissima!
c'è molto di te in Nina, ma un po' somiglia anche a me.
F.D.B.

- Ah, la casa in cima alla scogliera... ah, l'orizzonte di mare e tutt'intorno cielo, Tiziana, è sempre bello atterrar qui..!
M.

- Tiziana tu sai quanto io ti stimi come Pittrice, Illustratrice e artista.... ho letto Ninablu insieme a G. e ora so che sei anche un'autrice eccezionale!!!! ...
V. C.

- ... Ti volevo dire che ho letto ninablu e mi è piaciuto tantissimo, un libro meraviglioso con una protagonista dolcissima... da leggere ogni volta che ne sentiamo il bisogno!
G.

- La leggerezza dentro. C'è chi persegue strade improbabili e impervie nel tentativo di raggiungere la leggerezza e chi invece non ha bisogno di muoversi perchè questo dono ce l'ha iscritto nel codice genetico. 
Una privilegiata è l'autrice di Ninablu. Leggetelo.
L.S.


- Un libro delizioso come la sua autrice.
M.B.

- Chi ha la fortuna di conoscere la magia dei quadri di Tiziana Rinaldi potrà ritrovarla, intatta, tutta racchiusa qui dentro.
R.M. 



- ... Il libro, pensato per bambini, parla - senza alcun sentimentalismo e leziosità, e ne sia reso grazie all'autrice - dell'infanzia: un'infanzia felice, protetta e sostenuta dalla comprensione e dalla tenerezza degli adulti, e dunque un'infanzia libera, prima di tutto, e naturalmente curiosa, serenamente incosciente, generosamente aperta al nuovo e all'altro, accogliente e disponibile all'ascolto e all'incontro con il mondo esterno.
Un'infanzia cui tutti dovrebbero aver diritto, fatta di scoperte estatiche ed eccitanti in seno alla natura, di lunghe galoppate a briglie sciolte nei regni della fantasia e dell'immaginazione, di condivisione con gli altri delle proprie incursioni nel mondo, di un po' di quella cattiveria spietata ma senza malizia che c'è in tutti i bambini e anche di solitudine, quella solitudine cui anche i piccoli anelano, a volte, e che non è, ovviamente, quella crudelmente e scioccamente impostagli da adulti distratti e poco consapevoli dei loro bisogni, ma quella bellissima e sana, necessaria ad ogni essere umano, anche il più giovane, per maturare dentro di sé, dopo il generoso e gioioso movimento che lo ha portato nel mondo, la sua visione e la sua idea della realtà, per elaborare nella serena e silenziosa quiete del suo stupore, nell'infinita e caleidoscopica ricchezza della sua vita interiore, nuove visioni, nuove curiosità da soddisfare, nuovi modi di incontrare gli altri...
A. C.

- Gentile Signora, il Suo libro è un vero gioiello già dalla copertina; questo viso di bimba-donna con gli occhi blu sul mare dello stesso colore ed il vestito azzurro a fiori sono straordinari. L'incipit invita a proseguire con Nina che risponde in lingua di gabbiano e siede fachira. Un bell'aggettivo alla De Luca. Il saper riconoscere le navi dalle loro rotte e vedere come gira il vento ci danno la dimensione di quanto grande sia il suo amore per il mare. La gita alle Acque Turchesi con gli amici pirati ne dà un'altra ampia dimostrazione da cui traspare, in eguale misura, il suo amore per la barca. In più c'è tanto humor: Scampato lo mette in risalto con la sequenza di aggetivi alla fine del capitolo. Molto bella anche la storia dei genitori che passa attraverso un tema scolastico! Sono certo che il Suo libro avrà un grande successo non solo tra i piccini!"
D.V.



- ... Ninablu è sempre sul mio comodino, sai? Nelle sere un po' così volo sulla sua isola, mi accoccolo accanto a lei sulla scogliera, e mi sento finalmente a casa...
C.


- ... Nina mi ha stupita, nel senso che non mi aspettavo di poter viaggiare in un mondo fantastico anche con le tue parole... ha infatti lo stesso magico sapore dei tuoi dipinti!!
L'ho letto naturalmente tutto d'un fiato e mi ha fatto sognare!! L' Universo che hai dentro è un dono per chi incrocia la tua strada... un' occasione per provare a cercare dentro di sè la capacità di Sentire la favola della Vita.
C.L.


- ... Ninablu è... incantevole! 
R.M.

- I love Ninablu! 
L.L.

- ... Ci piace tanto Ninablu, emoziona.. diverte.. incuriosisce...
L.

e infine, chiudo con questa nota che mi giunge da Lia, della libreria  L'angolo delle storie di Avellino, che mi scrive: "Oggi che è il primo Luglio, abbiamo incominciato a leggere, con i bambini, in libreria, Ninablu. Adesso loro sanno perchè si chiama così e chi è Scampato..."

e non nego che vorrei essere una coccinella di libreria, nascosta nell'angolo di uno scaffale, mentre li ascolto, quei bimbi che in questi giorni sono scesi sull'isola...

***

e se anche voi volete conoscere Scampato, Venere, Gionnibalena,  e ovviamente Ninastessablu, l'indirizzo per l'isola è questo:

e come sempre, grazie. e buona domenica :)

sabato 2 luglio 2011

538 - navigare - i sette giorni di Ninablu

secondo giorno: Rosmarino e Barcellona


dal libro:

"Può una ragazza dell'isola non avere una barca?
Certo che no.
Infatti Ninablu ha la sua personale, fedele, piccola barca. 
[...]
Rosmarino. 
[...]
Dopo qualche breve uscita assieme al nonno, Nina è pronta per navigare da sola. 
[...]
Scende al molo.
La tira leggermente per la corda cui è legata. 
Poi salta su, scalza. 
[...]
Prende il largo piano, il mare è così calmo.
Invitante.
Deve subito immergere le mani. 
[...]
Dal piccolo molo degli ormeggi il paese dista poche miglia.
Rosmarino avanza sicura: pare conosca la strada da sempre. 
[...]
Sul fare della mattina, viene superata dal traghetto diretto alle isole grandi.
Paragonato a Rosmarino il traghetto è una montagna.
Una montagna di ferro e legno con la gente che guarda giù dal ponte.
Nina invece guarda davanti a sé, mentre dignitosa tiene a bada Rosmarino. 
[...]
Ma che succede?
Il mare è improvvisamente cresciuto di forza.
Si è alzato un forte vento.
Nina deve lottare con grandi onde contrarie.
Sale Rosmarino altissima e poi giù con il vuoto che prende nella pancia.
Ma Ninablu è temeraria.
Pirata, figlia di pirata. 
[...]"

***
e il secondo, dei giorni di Ninablu, lo dedichiamo tutto a una delle sue grandi passioni: quella per la navigazione.
figlia e nipote di marinai.
vive con un gatto e una pappagallina, anch'essi provenienti da un un mondo di rotte e sestanti.
poteva forse esitare di fronte all'invito su una nave diretta a Barcellona?
certo che no.
ché la ragazza sulle navi è di casa!

e dunque Nina non se l'è fatto ripetere due volte, quando, lo scorso mese di Aprile, ha ricevuto, tramite la casa Editrice Mammeonline, un invito per la  Nave dei libri.

organizzata da Leggere tutti, in collaborazione con Grimaldi Lines, la nave carica del suo prezioso materiale è salpata da Civitavecchia il giorno 20, per arrivare a Barcellona in tempo per la festa di San Giorgio libri e rose, che si svolge ogni anno, il 24 Aprile.

a bordo, assieme a una troupe di Rai Unomattina, molti appassionati di letture e alcuni scrittori, registi, attori, animatori, hanno dato vita a incontri e laboratori.
di questi ultimi, per la parte dedicata ai bambini e ragazzi, si è occupata l’associazione culturale Cartastraccia, assieme alle Biblioteche di Roma, e al Gruppo Arion, che ha gestito la libreria a bordo.

il 23 aprile, festa di San Giorgio nonché Giornata Mondiale del Libro, è in uso sulla Rambla una romantica tradizione, ovvero che gli uomini regalino una rosa alle donne contraccambiati con un libro.

e la mia piccola Nina era lì, in quel mare di libri, di acqua, di fiori.
non è una cosa bellissima da festeggiare?

Ninablu tutta tranquilla sulla Rambla di Barcellona

Ninablu tutta impettita tra gli animatori dell'Ass.ne Cartastraccia

e, mi è stato ventilato, che la ragazza, si è anche comportata bene!
difatti, citando dal sito dell'Associazione Cartastraccia:

"[I bambini]... hanno particolarmente apprezzato alcuni titoli, che qui vi segnaliamo.
Per i più piccoli [...]
Per i più grandi: "Diario di una schiappa", best seller de Il Castoro, i libri di divulgazione scientifica della Dedalo, "Nancy Fly e la sfida incandescente" della Raffaello e "Ninablu" di Mammeonline."

no, dico: solo a leggere che il titolo del mio Ninablu accanto a "Diario di una schiappa" mi si azzera la salivazione.

ma è solo un attimo. 
che qui accanto a me c'è la mia piccola amica che mi scuote e mi grida in un orecchio: "ma insomma! riprenditi! sono o non sono Ninablu dell'isola, la più affascinante, intelligente, bizzarra, simpatica, temeraria, arguta, divertente, poetica... (e soprattutto modesta, aggiungo io) tra tutti i personaggi di tutte le isole? è ovvio, e naturale, che io sia particolarmente apprezzata!".


certo Nina, certo.
è ovvio e naturale.
(mai contraddirla...)

***
e dalle piccole barche, dalle grandi navi, dal mare profondo di acqua e parole scritte, dalle rose, dalle belle tradizioni spagnole, io e Ninablu vi salutiamo, dandovi appuntamento per un nuovo capitolo che la (ci) riguarda.
grazie! e a domani!

***

SCHEDA TECNICA:
Titolo: Ninablu
Autore /Illustratore: Tiziana Rinaldi
Collana: Le fiabe del filo invisibile
Codice EAN: 9788889684245
Formato: brossura 16x22, illustrato
Pagine: 92
Prezzo indicativo: € 9,00
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