sabato 2 settembre 2017

85 cose su mio padre - e un regalo

Oggi mio padre avrebbe compiuto 85 anni. 
Gli sarebbe piaciuto questo numero importante, lo divertiva  l’idea di diventare vecchio; ci trovava qualcosa di irriverente. Avremmo fatto festa, avrebbe scartato uno a uno i suoi regali con il misto di calma, curiosità e svagatezza con cui li scartava, commentando ogni passaggio col solito modo divertente e divertito. 
Così non andrà: è questo il secondo compleanno che mio padre non passa assieme a noi.
Non per questo voglio che gli manchi il mio regalo.
Che gli dedico assieme a 85 ricordi che lo riguardano.
Uno per ogni anno.
E buon compleanno ba’!

***

1 - Emilio Attilio Federigo era nato nel 1932 a Porto Santo Stefano di Monte Argentario

2 - Quarto e quinto di cinque figli, il fratello e, due anni dopo, lui erano nati dopo un lungo respiro genitoriale, trovando due sorelle e un fratello adulti, e due genitori quarantenni che in poco tempo sarebbero diventati anche nonni

3 - La madre non aveva avuto il coraggio di dire al suo primo figlio, soldato di marina in navigazione da molto tempo, che era nato questo ultimo fratellino. Alla sua prima licenza andò ad accoglierlo alla stazione con un neonato in braccio, e lui dopo averla baciata e abbracciata la guardò e interdetto chiese: ma lui chi sarebbe?

4 - La sorella maggiore aveva quindici anni più di lui e lo trattava come un figlio bambolotto. Quando la madre rientrava da lavorare e lo chiamava giù dalle scale, lei si affacciava dicendole: ssshhhh! Fai piano che me lo svegli! Mia nonna la guardava e le rispondeva: guarda che è mio, mica tuo

5 - La sua unica immagine da bambino lo ritrae accanto al fratellino nella foto di famiglia scattata al matrimonio della stessa sorella 

6 - Entrambi i bambini indossano guantini bianchi

7 - Ci raccontava poi che ricordava quell’evento, ma soprattutto ricordava i guantini bianchi e il divieto di sporcarli. Era rimasto un giorno intero senza toccare nulla per il timore di infrangere la promessa

8 - Il padre, mio nonno Giuseppe, era telegrafista, figlio di telegrafista; ai cinque figli, lui e la moglie Alfa, che sovente lo aiutava nel lavoro (più che un lavoro, a quei tempi, quasi una missione) avevano insegnato, prima ancora che l’alfabeto italiano, l’alfabeto Morse; tra loro in casa erano tutti capaci di comunicare, come in una sorta di linguaggio segreto, a suon di linea punto punto linea

9 - L’ultimo figlio di Beppino il Telegrafista era stato poi, principalmente e per sempre: un bambino di mare

10 - La loro casa, era anche, in parte, sede di un albergo, e si chiamava Palazzo Roseo; affacciava direttamente sugli scogli tanto che i due fratelli uscivano dalla finestra della loro camera e si tuffavano in acqua a loro piacimento; dal primo Marzo, a fine Novembre

11 - Il suo sogno infantile era stato così, naturalmente: andare per mare, navigare; aveva anche studiato per farlo

12 - Ma al momento di intraprendere la vita da marinaio aveva drammaticamente scoperto di soffrire la navigazione al chiuso in modo totale e debilitante

13 - Per fortuna non soffriva affatto né sui guzzi, né in barca a vela, e in quel modo poté comunque navigare per tutta la vita

14 - Proprio durante una di queste navigazioni selvagge era accaduto che la barca che li aveva accompagnati, lui e un paio di amici, li avesse poi dimenticati, ripartita per altri giri, la sera, su una delle isole qua attorno. Avevano trascorso lì una notte da naufraghi. Una grande e indimenticabile avventura

15 - Il bambino di mare era crescendo diventato uno spericolato ragazzo di mare

16 - Rimaneva sott’acqua, ovviamente senza ossigeno, così a lungo, che ogni volta da riva si allarmavano dicendo: stavolta è morto

17 - Era anche un gran corridore. Da ragazzino mio nonno lo mandava a consegnare i telegrammi che arrivavano a una certa nobile signora che viveva in una villa isolata e arroccata dall’altra parte del promontorio, in cambio di cinque lire. Lui faceva la lunghissima e ripida strada tutta di corsa, andata a ritorno

18 - A missione compiuta, riscosse le cinque lire, in un ultimo sforzo correva alla latteria e comprava cinque gelati da una lira, per mangiarseli uno per volta

19 - La lattaia gli diceva sempre: figlio mio, ma compratene uno da cinque! Ma lui, bambino preciso e deciso, preferiva cinque da uno. C’era molto più gusto

20 - Era diventato zio a sei anni

21 - Assieme al fratello e a uno dei nipoti avevano, ragazzini, costruito una radio con cui sentivano Radio Londra

22 - Adorava, di amore vero e puro, la musica

23 - Gli piaceva ballare, anzi, di più: era un bravissimo ballerino, con un senso del ritmo innato

24 - Gli piaceva anche cantare e aveva imparato da solo a suonare la chitarra

25 - E così da giovanissimo era diventato parte di un piccolo gruppo musicale

26 - Si chiamavano I Marineri e animavano tutte le feste di questa minuscola parte di mondo

27 - Tra le tante sue passioni era anche la fotografia. Si era ricavato in bagno una piccola camera oscura nella quale avrebbe sviluppato, negli anni, migliaia di immagini

28 - La sua infanzia e giovinezza erano state serene e divertenti, fino a che la guerra e la tragedia avevano bussato alla loro porta 

29 - Il fratello maggiore, ventisettenne, era stato dichiarato disperso nella battaglia di Capo Matapam, avvenuta nelle acque a Sud del Peloponneso tra il 28 e il 29 Settembre del 1941

30 - Alla notizia erano seguiti lunghi mesi di ricerche, richieste, lettere andata e ritorno, speranze e angoscia, fino a che, due anni dopo, il disperso era stato ufficialmente dichiarato morto

31 - Mio padre aveva allora undici anni e aveva visto questo suo fratello forse una decina di volte in tutta la vita

32 - Da quel momento sua madre, una donna allegra, vitale, piena di talenti, si era chiusa in un suo lutto profondissimo e inaccessibile dal quale non era riemersa mai più completamente

33 - E mio padre, ultimo figlio ancora bambino, era stato permeato da tutta quella malinconia, che gli rimase dentro come una lieve traccia sempre presente

34 - Era diventato, per mia nonna, il figlio fondamentale. Lo portava con sé in chiesa dove rimaneva raccolta in preghiera per tutto il pomeriggio, fino a che mio padre, esausto, si addormentava disteso su una panca

35 - Il lutto della madre lo aveva reso anche particolarmente protettivo nei suoi confronti. Lui avrebbe amato viaggiare, girare il mondo: era uno spirito estremamente libero

36 - Una delle prime mete sarebbe stata il suo mito personale: Capo Nord

37 - Così facendo avrebbe però portato alla madre preoccupazioni, dispiaceri

38 - Aveva così rinunciato, per adeguarsi a una vita stabile, anche se sempre ricca di piccole scoperte e curiosità 

39 - A diciotto anni, finita la scuola, e riposto il sogno delle navigazioni, era andato a lavorare con il padre all'ufficio telegrafico

40 - Grazie a quei primi guadagni era diventato l’orgoglioso proprietario di una Vespa verde

41 - Erano gli anni cinquanta, anni di musica americana, pomeriggi al cinema, uscite in barca, lunghe nuotate

42 - Agli inizi degli anni sessanta aveva poi conosciuto mia madre, più giovane di lui di dieci anni: in breve tempo si erano innamorati, fidanzati, sposati

43 - Nel giro di un anno, un pomeriggio di dicembre ero arrivata io, la prima figlia

44 - Era un padre divertente, quasi mai severo, molto fiducioso nelle mie doti di bambina coraggiosa e spericolata

45 - Appena duenne mi aveva lasciato ad aspettarlo sulla porta di un negozio non molto lontano da casa perché aveva dimenticato qualcosa e doveva tornare a prenderla

46 - Mia madre vedendolo rincasare e sentendo dove mi aveva lasciato, sola, era sbiancata perdendo alcuni anni di vita 

47 - L'aveva rassicurata dicendole che mi aveva spiegato bene tutto, sicuramente non mi sarei mossa

48 - E difatti lì mi aveva ritrovato, calma e tranquilla

49 - Mia madre ancora da anziano lo rimproverava per quel fatto pericoloso e lontano 

50 - Lui faceva spallucce ridendo

51 - Ogni mia sera di bambina tornava a casa con un piccolo regalo, cose tenere e curiose

52 - Una lampada ad olio

53 - Un portagioie a forma di castagna

54 - Una scatolina di legno intarsiata e dipinta in oro

55 - Un ciondolo d’argento smaltato a forma di gatto

56 - E quando avevo avuto l’età per capire, anche se ancora molto piccola, mi aveva messo di fronte a lui, seduti al tavolo di cucina, con calma e precisione aveva disegnato la rosa dei venti e mi aveva insegnato a riconoscerli. Ancora oggi, ovunque io sia, basta guardarmi attorno per capire che vento sta soffiando e cosa porterà. 
Con l’alfabeto Morse non ha avuto invece lo stesso successo

57 - Mi avrá scattato, e sviluppato, tremilasettecentocinquantatré (bellissime) foto

58 - Girato decine di film a pellicola

59 - Registrato altrettante bobine col registratore Geloso, in cui assieme cantiamo con lui che suona la chitarra

60  - Lo stesso ha fatto con mia sorella, arrivata cinque anni dopo di me

61 - Era un grande rimatore

62 - Capace, come nella migliore tradizione toscana, di andare avanti per ore inventando sestine o ottavine su qualsiasi argomento

63 - Conosceva e ricordava anche decine di filastrocche paesane, buffe e astruse. Allo stesso modo sapeva e raccontava decine di storie vecchie come il tempo, ricche di banditi, sapienti contadini, matti del villaggio

64 - La sua più grande dote, da tutti conosciuta e riconosciuta, era un naturale sense of humour molto english style

65 - L’indole malinconica appresa dalla madre, e una sua innata gentilezza, la nascondevano molto bene

66 - Ma bastava rimanere con lui pochi minuti per trovarsi a ridere per una fulminante battuta detta con la più assoluta e pacata normalità 

67 - Questa dote, assieme al fatto che suonava e cantava benissimo, lo rendevano ospite ambito e anima di ogni festa

68 - Noi familiari conoscevamo però anche i suoi silenzi, i momenti di scoraggiamento, quelli in cui si assentava dal mondo rimanendone fuori anche per ore

69 -  L’unica cosa da fare in quei momenti, lo sapevamo, era rispettarli aspettando che, così come erano arrivati passassero, cosa che puntualmente avveniva. Non ci diceva mai dove era stato in quelle ore. Era sempre e solo un suo segreto

70 - Temeva la violenza fisica. Da lui non ho avuto mai uno schiaffo. Bastava però che mi guardasse perché io capissi al volo che così non andava per niente. E se voleva, sebbene accadesse di rado, poteva colpire con la lingua molto più ferocemente che con una spada

71 - Era, inconsapevolmente, un grande profeta dell’impermanenza

72 - Le sue due massime preferite erano infatti: Tutto viene e passa e Tanto tra cent’anni siamo tutti morti

73 - Se sono diventata zen lo devo anche a questo

74 - Instancabile camminatore, conosceva questa isola-promontorio a memoria e la poteva percorrere, per intero, in un solo giorno

75 - Allo stesso modo ne conosceva fauna e flora: le erbe selvatiche non avevano segreti per lui, così come alberi, versi di animali, correnti marine, rotte di uccelli migratori. Il suo orto, vanto e orgoglio, era così bello e armonico da sembrare dipinto

76 - Non era però capace di cucinare niente. La prima e unica volta che provò a preparare un caffè non mise l’acqua nella moka, rendendola così incandescente che per poco non incendiò la casa

77 - Pur molto posato aveva un lato bizzarro con cui a volte esordiva: e se mi facessi crescere i capelli per farmi una coda? E se mi mettessi un orecchino? Pendente, come i vecchi marinai. Erano attimi, in cui però percepivamo con chiarezza da quante personalità fosse abitato. Una di queste indossava camicie hawaiane, aveva una lunga coda e un orecchino pendente. E probabilmente faceva il musicista girovago

78 - Quando in prossimità dell’ottantesimo compleanno si rese conto che stava perdendo la memoria non ci disse nulla. Uno dei suoi segreti malinconici.
Quando la cosa cominciò a rendersi evidente ci scherzava dicendo: n’antranno è peggio

79 - E quando per la prima volta lo trascinammo dal medico perché dimenticava tutto, fu molto recalcitrante. Non ne voleva sapere. Cercava in tutti i modi di non renderlo evidente

80  - Ci riuscì talmente bene che il medico, uno specialista affermato, venne ingannato alla perfezione da quest’uomo buffo e divertente: mio padre

81 - Ma la malattia avanzava facendo il suo corso e in breve tempo non fu più possibile nasconderla e ignorarla. Una dopo l’altra cancellava intere parti della sua vita fino a che ne rimase solo l’essenza, data dalla sicurezza dei visi amati, e la musica

82 - L’ultimo Natale trascorso tutti assieme fu anche il suo ultimo Natale. Durante il pomeriggio io e mia sorella lo portammo a fare una lunga passeggiata. Indossava una sciarpa azzurra e blu, aveva freddo, era felice

83 - Mentre tornavamo a casa mi chiese se potevamo fermarci dal ferramenta: doveva comprare ami e lenze per suo padre 

84 - Ho dei suoi ultimi giorni una serie di immagini indelebili: lui a letto con una tshirt azzurra da ragazzo. Lui che beve succo d’arancia con la cannuccia e poi a un certo punto sbaglia e invece di succhiare soffia. Lui che canta sommessamente mentre lo laviamo. Lui nel letto del Pronto Soccorso. Lui, respiro lievissimo, la notte in cui perse per sempre conoscenza. Il suo corpo grande e forte, l’ampio torace, le macchine che segnano battiti e pressione, quel respiro leggero, io che vorrei cantare per lui, e lo faccio, sottovoce, mentre un giovane medico passa a controllare di tanto in tanto, affettuoso e discreto. Le ultime ore che trascorro da sola con lui. La morfina. Gli occhi velati che mi guardano: mi vedi babbo? Io che gli sussurro qualcosa all'orecchio: mi senti? Mia madre che la mattina dopo ci chiama: è ora. Sono le sette del 4 Agosto. Per strada non c’è ancora nessuno, tutto è calmo, quieto. La radio trasmette Life on Mars. Quando arriviamo al parcheggio dell’ospedale si leva dalla laguna un volo di uccelli. Per accedere alla sua stanza dobbiamo suonare. Ci aprono, entriamo. Il tracciato del suo cuore è piatto e lui un po' spettinato, come venisse da una lunga corsa. Ciao babbo

85 - Il giorno successivo, durante la sua prima uscita col vestito buono adagiato comodo nella sua nuova dimora, nel brevissimo tratto dall’obitorio al furgone funebre scende improvvisa una pioggia leggera che bagna il legno. Mi viene naturale allungare la mano per asciugare le gocce, ma la ritiro perché… non so il motivo. Ma so che è giusto così.

***

E ora il regalo.
Hai di nuovo diciotto anni Emilio.
Hai una moto, una coda e un orecchino pendente.
Tuo fratello è appena tornato dalla guerra e in casa tua è festa.
L’estate sta finendo, tra poco sarà il tuo compleanno.
Indossi una maglia di cotone blu sdrucita e confortevole.
Controlli l’ultima volta la tua sacca da viaggio. Il tuo primo in solitaria.
Inforchi la moto, accendi, dai gas.
La tua famiglia è sulla porta, tua madre ti bacia, un ultimo saluto a tutti e parti senza voltarti.
Destinazione: Capo Nord.



domenica 30 luglio 2017

792 - You're an All Star - il dipinto per Ilaria

Ieri Ilaria ha compiuto diciotto anni. La mamma mi aveva contattato da tempo, molto tempo, forse due anni, per farle un regalo che potesse rappresentarla in questo momento e che potesse essere assieme un legame tra passato e futuro. Ci siamo scambiate molti messaggi e alla fine, pur non sapendo niente di questa sorpresa, la stessa Ilaria ha scritto qualcosa che mi ha dato di lei un'immagine ancora più completa. Lo ha fatto scrivendo un elenco delle cose che più ama, che solo leggendolo, accende tutte le stelle del cielo. Da tutte queste ispirazioni, poi, qui, nel silenzio concentrato del mio studio, è nato il dipinto per lei.


È un quadro pieno di simboli che rimandano alla sua vita e al suo mondo, ma soprattutto è un quadro pieno di lei. Così pieno che non riesce a contenerla, il dipinto esce dalla tavola continua fuori, nel mondo che Ilaria stessa, presente, concentrata, attenta, crea!

Il suo titolo è You're an All Star. È anche il titolo della sua canzone preferita, che non conoscevo, ma è stata parte delle mie guide durante il periodo in cui ho lavorato al quadro.


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You're an All Star è dipinto, con tecnica mista su una tavola di legno di pioppo della misura di cm 40x30. I motivi dell'abito riprendono il colore e i ricami del vero abito indossato per la sua festa. Tutto quello che appare nei suoi meravigliosi capelli ha preciso motivo di essere proprio dove è stato posizionato. E Ilaria abbraccia il mondo, che la abbraccia. 
Il dipinto, tenuto segreto fino a ieri, oggi può essere finalmente mostrato.
Lo trovate anche nel mio sito, nella pagina dei dipinti su commissione.

*** 

Auguri Ilaria! You're an All Star, e il mondo è tuo!

sabato 22 luglio 2017

791 - Insieme: il dipinto per Etika, Cristian e Tabatha

Qualche giorno fa ho dedicato un post alle persone splendide che acquistano arte.
Caterina è una di loro.

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Ma facciamo un passo indietro (o avanti, o di lato :)), e arriviamo a oggi.
Oggi Erika e Cristian si sposano.
E Caterina, una delle loro più care amiche (meravigliosa allevatrice di falchi! ♡), ha scelto un regalo speciale, qualcosa che possa rimanere per sempre portando con sé la luce e la magia di questa estate per loro così straordinaria. 

È sempre un compito gratificante e di grande responsabilità realizzare qualcosa che è stato chiesto con tanto amore. Ma ogni volta che mi metto a fare il quadro, questo nasce quasi da solo, ovvero, l'atmosfera che si crea, si crea quasi indipendentemente dalla mia volontà, come se il quadro sapesse bene a chi è destinato e mi guidasse nella sua realizzazione.

E qui ci sono Erika, Cristian, la loro cagnolina Tabatha, in una sera d'estate. 
Felici. 
Insieme.


Insieme è proprio il fulcro, il significato profondo del quadro, diventando così il suo titolo

È una parola che rappresanta un mondo - come quello che Erika sta abbracciando.

Il quadro contiene tanti simboli, tanti piccoli rimandi alla loro quotidianità e alle loro aspirazioni, ma questo saranno loro a leggerlo.


Intanto, oggi: Insieme.
E viva gli sposi ♡


***

Qualche dettaglio tecnico: il dipinto misura cm 30x40, è dipinto, con tecnica mista, su una tavola in legno (di pioppo, per la precisione) da me precedentemente trattata.
Per saperne di più su un dipinto su commissione vi invito a visitare questa pagina dove troverete le prime informazioni.

giovedì 20 luglio 2017

790 - La collezione di fiori - Una nuova immagine da colorare in regalo per voi!

C'è già tutto nel titolo... Che aggiungere?

Avevo molta voglia di tornare a creare un'immagine da mettere a disposizione per il popolo del colouring.
Ho pensato, vista la stagione e una voglia di natura che vedo crescere, con gioia, ovunque, di riempirvi di fiori: tramite i colori, potrete creare voi la perfetta atmosfera per loro.
Potete usare come sempre qualsiasi tecnica, e prendervi tutto il tempo che vorrete.

Liberate la mente: ci siete solo voi e i fiori, voi e le foglie.
Respirate: ci siete solo voi e i colori per trasformare questa tavola in un mondo tutto vostro.

Come al solito cliccate sull'immagine per aprirla, e poi stampatela, meglio se su un cartoncino leggermente spesso e ruvido.




 La collezione di fiori, tutta e solo per voi!

p.s.
Sentitevi libere/i di diffondere questa immagine tramite i vostri canali!
Più siamo, meglio stiamo :)

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Questo scaricabile è finalizzato esclusivamente all'uso personale ed è soggetto alla licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 3.0 IT (Obbligo di attribuzione se condiviso, no uso commerciale, no opere derivate)

lunedì 17 luglio 2017

789 - Dedicato a chi acquista arte

Mentre nei giorni scorsi lavoravo a due dipinti (che non posso ancora mostrare poiché diventeranno regali a sorpresa per un matrimonio, e per un compleanno) pensavo, una volta di più, a quanto sia speciale chi compra arte - intesa come arte figurativa: dipinti e stampe.

Amarla è facile: a meno che non siamo persone con gusti che nettamente vanno verso altre direzioni (ho conosciuto diversi, non molti, ma qualcuno sì, che molto sinceramente affermano: non trovo nulla di interessante nel vedere un dipinto, le immagini non mi dicono molto, preferisco la musica o leggere, e tutto questo è assolutamete lecito) è difficile trovare qualcuno che proprio non ha alcun interesse nella vista di un meraviglioso dipinto del suo genere artistico preferito.
E dunque molti la amano. 
Ma non tutti vanno oltre, acquistandola.

Acquistare un abito o un accessorio, acquistare libri, oggetti per la casa, quadermi o cartoleria, buon cibo, creme e cosmetici, un corso di studio, è molto più immediato: sono tutte cose che verranno utilizzate. Con l'abito mi ci copro, se poi è bello e comodo mi ci copro con particolare piacere. La crema mi occorre perché la pelle non si screpoli. Con il fermaglio ci tengo a bada i capelli. Con il libro trascorrerò ore svagandomi, con il corso imparo.
Ma un quadro... a che mi serve, in definitiva?
È questo, a volte, il pensiero comune.

Un quadro non scalda. Non nutre. Non si indossa. 
È un bene del tutto superfluo.
Ma quanto, questo bene superfluo, può fare del bene, questo lo sanno tutti quegli esseri speciali che li acquistano.
E ci riempiono le pareti della loro casa. O semplicemente la parete della loro stanza del cuore, quella che guardano più spesso e con più naturalezza.

In questi anni ho venduto moltissimi quadri e loro riproduzioni in formato stampa.
E ormai conosco, come fosse una unica persona, chi mi scrive.
Hanno, avete, perché questo post è dedicato a voi, una delicatezza unica, una gentilezza profondamente caratterizzante.
Sapete comprendere per intero il mondo che sta in una certa atmosfera, ma ne sapete scorgere e apprezzare anche i dettagli.

Siete persone che notano quello che a molti sfugge e questo vi rende estremamente sensibili.
Non sempre siete di molte parole, anzi, può accadere facilmente il contrario. 
Ma quelle poche che usate sono così appropriate.

E quando acquistate un quadro, non è per decorare una parete - per quello ci sono tante altre tipologie di media.
Voi acquistate, per voi, o per regalarlo, un mondo. Un sogno. Una magia. 
Siete una specie rara, da proteggere.
E in questo caldo, terzo, luminoso pomeriggio di Luglio, volevo dirvelo.
E dedicarvi un intero post - che vale al passato e al futuro.

(Ho parlato al plurale, ma dietro un generico voi, c'è ogni singolo tu



Non potendo ancora mostrarvi i due dipinti appena terminati, mi faccio acompagnare da due delle ultime stampe partite per raggiungervi.

E da un dipnto realizzato all'inizio dello scorso inverno che ancora non vi avevo mostrato.

Questo dipinto si intitola Daughter of the moon, e l'ho realizzato lo scorso Gennaio per Silvia


Ovviamente questo post è dedicato a tutti coloro che acquistano arte in generale.
Non solo la mia.
Se poi acquistano la mia, beh... moltiplicate per un miliardo :)

***

Per chi arrivasse qui oggi per la prima volta o per chi è un po' che non passa dal mio sito, quando parlo della mia arte parlo:
dei miei dipinti originali
dei dipinti che faccio su commissione
delle stampe da loro realizzate

Spero la vostra estate stia scorrendo nel modo a voi più comodo e consono.
A tutte e tutti voi un caro saluto, e alla prossima.

mercoledì 3 maggio 2017

788 - Un po' di me e di questi giorni

Questo post l'ho scritto oggi per la mia pagina di fb, ma visto che è un piccolo approfondimento di tematiche che mi stanno a cuore lo porto anche qui, che degli approfondimenti è il posto ideale.

Vi racconto un po' cosa sto facendo: in realtà mi sto prendendo una piccola pausa.
È questo un periodo di pensamenti e ripensamenti; nel viaggio che sto facendo in questa vita, mi rendo conto di volere una cosa più di tutto il resto: aderire col centro di me stessa.
Non sempre ci riesco. Spesso mi lascio distrarre, mi perdo, il pensiero si fa superficiale, poco profondo. Come dice la strofa di una canzone di Franco Battiato "La linea orizzontale. ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito" e io, tra le due, sono molto più attratta e naturalmente portata a quella verticale. Posto che il perfetto equilibrio tra le due linee sia la cosa migliore, quando mi orizzontalizzo troppo vuol dire che non sta andando bene, mi sto perdendo in qualcosa che in realtà non mi appartiene, in modalità che non mi appartengono.
L'angiolino di Emma

Come mi accorgo che sto diventando superficiale? Quando mi dibatto tra mille cose e non ne porto a termine una, quando mi sento confusa, insoddisfatta, quando non sono completamente presente a me stessa, quando mi sento intossicata da troppi pensieri, immagini, oggetti, tutti superflui.
In quel momento devo fermarmi.
Riappropriarmi di quello che so fare e del modo in cui lo so fare, cercare la calma, la centratura, ritrovare il filo.
Come lo faccio? Rimanendo il più possibile concentrata sul mio respiro, sul qui e ora, sui suoni del mondo, sui vuoti più che sui pieni. Cercando e praticando il silenzio, la lettura, la meditazione. Aspettando.
Quando torna il mio centro lo sento da un senso di pace che si manifesta, dalla voglia rinnovata di fare le cose come le so fare, dal fatto che smetto di confrontarmi con il mondo trovandomi sempre al di sotto delle mie possibilità, dal fatto che smetto di rincorrere il tempo.
Mi aiuta molto anche la poesia, stare nella natura, approfondire un argomento che mi sta a cuore solo per il gusto di farlo, fare cose semplici come pulire i miei spazi, cucinare.
Ecco, questo è un po' di me, adesso.


Faccio accompagnare questo scritto da due angiolini tra gli ultimi da me realizzati, che sono sempre un buon viatico di protezione.

L'angiolino di Amelia
E infine (sempre grazie se siete arrivati a leggere fino a qui!) vi lascio il link per invitarvi a partecipare a un'iniziativa estenporanea, svuotamente, meditativa, di grande centratura - dunque in perfetta armonia col momento - creata stamani sul mio profilo Instagram

Vi anticipo solo che si tratta di creare mandala.
Vi aspetto?
Vi aspetto :)

lunedì 10 aprile 2017

787 - Di luce propria - Un nuovo dipinto di primavera


Negli ultimi dipinti, mi rendo conto riguardandoli e ripensandoli, è stata la luce a farmi da guida. 
Ne è riprova il fatto che, mentre elaboravo la foto di questo ultimo nato - pensando fra le altre cose al titolo da dargli - mi sono sentita fare toc toc sulla spalla, e una vocina mi ha suggerito:
Di luce propria.
***

Di luce propria è dipinto con tecnica mista su legno, misura cm 30x30, ed è disponibile sul mio sito.

giovedì 30 marzo 2017

786 - Un dipinto della primavera e la sua storia

Questo dipinto inizia da qui.
Dal significato etimologico di un passaggio stagionale. 

Equinozio di primavera. 
Dal dizionario etimologico: 
Equinozio - lat. Aequinòtium, da Equus, uguale, e Noctium, da Nòx Nòctis, notte; momento in cui il sole, passando sugli equatori, rende il giorno uguale alla notte in tutti i paesi della terra.
E ancora:
Stagione - lat. da Statio-ōnis, sosta, fermata, der. di stare fermo
E infine:
Primavera - lat. da Primus, primo, e Ver, la cui radice sembrerebbe Vas, dal sanscrito: ardere, splendere - da ricollegarsi a Vesta, dea del focolare domestico.

Non so che tipo di guida mi abbiano fatto queste parole, queste immagini archetipe, so solo che tutto è iniziato da lì.


In questa prima fase di lavorazione, potete osservare solo il tenue colore del cielo, le campiture delle case e un abbozzo di alberi e arbusti. Nei colori, nelle forme, nell'atmosfera, volevo un dipinto che evocasse pace, calma, equilibrio. Non mi ero creata una particolare palette di colori, avevo solo in mente qualcosa di tenue e avvolgente, qualcosa che ho seguito facendomi guidare da tonalità sfumate di rosa, grigio, verde, giallo senape - tutto mescolato ad una punta di bianco avorio per rendere i colori meno brillanti.


In questa seconda fase, riempite tutte le campiture del quadro, ho continuato il procedimento, come sempre faccio, venendo in avanti.
Ho creato il foliage di alberi e arbusti: osservando l'immagine potete notare la differenza tra gli arbusti già riempiti (i quattro in basso sul davanti) e quelli su cui devo ancora intervenire, che si presentano ancora con una base verde uniforme.
E anche il lavoro su quelli già riempiti non è ancora terminato: occuperà tutta l'ultima fase della lavorazione, quando mi dedicherò a sfumature e definizioni.


Dopo essermi dedicata alla foliazione e fioritura di tutte le piante e gli alberi in basso e alla sinistra del dipinto, ho completato il poco che rimaneva sulla destra.
Questo è solo un lavoro intermedio, poiché ci torno poi sempre sopra nella fase finale per definire/togliere/aggiungere/calibrare/ombreggiare/sfumare.
Costruire un dipinto è anche, e forse soprattutto, una questione di equilibri: la relazione tra gli spazi riempiti e quelli che rimarranno vuoti, quella tra le zone in ombra e quelle in luce, come l'alternanza di colori che virano più al caldo e quelli che tendono al freddo, etc.
Per me tutto questo, adesso, è puramente un fatto istintivo, naturale: dopo più di venti anni di lavoro continuativo non è più una questione di regole (che ci sono, e inizialmente sono di grande aiuto) ma di osservazione, e di sentire proprio il quadro nelle mani.


Ed ecco il dipinto finito.
Tutto è compiuto, ogni pianta ha avuto foglie e fiori in un gioco di equilibri, di chiari e scuri, di caldo e freddo, come vi ho raccontato nelle foto precedenti.
E così ci sono queste case, c'è un giardino incantato che le avvolge e le protegge, pieno di canti di uccelli, di un leggero stormire di fronde, del profumo dei fiori e delle foglie nuove.
E c'è un giorno speciale nel quale tutto è fermato nel suo perfetto equilibrio, e proprio in onore a questo equilibrio, ai giorni in cui il quadro è stato realizzato, e all'atmosfera di attesa che porta con sé, il suo titolo è - non poteva essere altrimenti che:
Equinozio di primavera.

E qui con l'andamento circolare che tanto mi piace si chiude il cerchio tornando alle frasi con cui tutto era iniziato. 
Dal dizionario etimologico: Equinozio - lat. Aequinòtium, da Equus, uguale, e Noctium, da Nòx Nòctis, notte; momento in cui il sole, passando sugli equatori, rende il giorno uguale alla notte in tutti i paesi della terra.


*** 

Equinozio di primavera è stato dipinto su legno con tecnica mista e misura cm 40x40.
È disponibile per le vostre case nel mio sito, sia come dipinto originale che in formato stampa.

***

Non è facile raccontare il procedimento mentale e fisico di un dipinto, mi piace molto farlo, ma ho sempre il dubbio di non riuscire a dire tutto o a farmi capire. Ma forse non è nemmeno così necessario, no?
Ogni dipinto è unico per chi lo osserva e parla ad ogni mente, ad ogni cuore, ad ogni anima, in modo diverso, raccontando ad ognuno la sua stessa storia.

lunedì 13 marzo 2017

785 - Cose piacevoli di quasi primavera

I passaggi da una stagione all'altra sono momenti impegnativi.

Specialmente quando, almeno per quanto mi riguarda, il passaggio è quello dall'inverno alla primavera. La luce che torna, la natura che si risveglia, una certa energia sottile che ci avvolge e ci invade, possono in certi casi trasformarsi in irrequietezza - ovvero energia che assorbiamo e disperdiamo in maniera disordinata - o al contrario in stanchezza eccessiva - ovvero energia che stagna, che vorrebbe fermarsi ancora un po' in letargo.
In momenti come questo è utile, secondo me, e a volte necessario, ripuntualizzare quello che ci piace per dargli lo spazio che necessita.

E così stamani mi sono messa lì con taccuino e penna e ho appuntato le cose che mi piace fare in questo periodo:

- annusare oli essenziali - ogni cambio di stagione ne acquisto uno o due che faranno da guida per i giorni a venire, e questo è indubbiamento un momento piacevole e un'attività che tende e ricentrarci

- osservare il cielo - mi piace sempre, ma specialmente nei tramonti e crepuscoli di fine inverno lo trovo ipnotico, il miglior modo per me di fare pulizia nella mente e cercare solo di essere

- ascoltare, cercando di farmi invisibile, il canto degli uccelli - nei pressi della primavera sono meravigliosi ricamatori dell'aria; e specialmente con la prima luce del mattino e l'ultima della sera il loro canto è una vera cura per l'anima

- finendo un libro amato fare ogni tipo di ricerca che lo riguardi - mi sta succedendo con Benedizione, così come era successo per Canto della pianura, entrambi di Kent Haruf, entrambi amatissimi

- scoprire casualmente un artista che mi piace e guardare con attenzione tutti i suoi lavori - due nomi  che si fondono in uno: Susan Collier e Sarah Campbell

- leggere poesia - è la mia guida sempre, specialmente nei momenti in cui mi devo riarmonizzare; alcuni suggerimenti: Mariangela Gualtieri, Mary Oliver, Chandra Livia Candiani, e nel mio cuore, sempre, Billy Collins

- nei momenti di assoluto relax, guardare e soprattuto forse ascoltare, video di persone che, in perfetto silenzio, e dunque solo con i suoni prodotti dalle loro azioni, cucinano o tagliano i capelli - con i capelli andiamo nel feticismo per quello che mi riguarda ;)

- rimanendo nel feticismo capillifero, cercare immagini di donne che hanno smesso di tingerli e trovarle bellissime

- entrare nel mio profilo pinterest, aprire una bacheca a caso e perdermi nelle foto che ho raccolto in questi anni - mi capita poi di rivederle nella mente come in un bellissimo caleidoscopio

- preparare i pacchetti per chi ha acquistato da me - che siano stampe, che siano originali, che siano libri, incartare tutto con cura, aggiungendo piccoli gadgets, biglietti, silenziose benedizioni


Quattro fatine in partenza per Roma

Come potete vedere sono attività molto semplici, che non necessitano di fatica o energie particolari. Non si tratta di intraprendere qualcosa di nuovo, darsi compiti, fare liste buoni propositi (la primavera, a parer mio, non è il momento migliore per questo) ma solo di sostare e godere tra le cose che amiamo, per riequilibrarci e assorbire dal bello le giuste energie per rinascere, così come fanno i fiori.

E voi, cosa amate fare, per il vostro semplice benessere, in questo momento?

martedì 7 marzo 2017

784 - Nuovo anno, nuovi dipinti

Buongiorno e bentrovati a tutte e tutti voi che mi seguite!

L'inverno ci sta lasciando, il sole caldo di oggi, i fiori nuovi, il verde tenue delle primissime foglie, tutto ormai sta annunciando la nuova imminente stagione.
Come state trascorrendo questo periodo? Che novità vi sta portando?

Vi racconto un po' di me.
Le mie giornate scorrono nella solita consuetudine, tra lavoro, passeggiate, osservazioni, letture, nuove idee da sperimentare e verificare. 
Non so se vi avevo raccontato che ho aperto un account anche su Instagram: mi trovate come @tizianarinaldiart

La gestione dei social in effetti si sta facendo, per chi lavora soprattutto in rete, sempre più articolata e vasta. Sono stata molto indecisa su quanto fosse il caso di iniziare a gestirne uno in più - già ho il sito, facebook, pinterest: aggiungerne un altro? Come avrei potuto gestirlo? 

Come sempre ho deciso un po' istintivamente, mi sono iscritta, ho iniziato a postare immagini un po' a caso, mi sono fatta rapire e incantare da profili meravigliosi che ho iniziato a seguire, poi, per fortuna, mi è venuto incontro il manuale scritto da Rita Bellati (se non la conoscete vi consiglio proprio di iniziare da lì, dal suo account Instagram, un luogo di bellezza, poesia, incanto),  che mi ha chiarito e mi sta chiarendo ancora le idee e mi sta aiutando a districarmi fra hastag, continuità, atmosfere, ma soprattutto mi sta aiutando a capire che storia voglio narrare lì e che direzione prendere.
Si intitola Instagram secondo Mys.cottage  e se non lo conoscete e siete interessati all'argomento  non posso che consigliarvelo caldamente.

Tornando a noi e a questo blog, come avrete certamente notato, anche perché lo sto ripetendo ormai da mesi, non riesco ad esser continua nel postare, proprio per questo allargamento di media su cui sono presente.
Mi sono chiesta più volte se l'idea di blog, in un mondo web sempre più veloce, non fosse ormai superata, se non fosse arrivato il momento di chiuderlo e proseguire attraverso mezzi più semplici, immediati, meno discorsivi.

Però vedo che quando voglio cercare di approfondire qualcosa è qui che torno, e dunque mi sono detta che, seppure aggiornandolo in modo discontinuo, quando ho davvero qualcosa da dire, da condividere, da comunicare, io vorrei continuare questa storia con chi ha ancora voglia e desiderio di seguirmi.

Cambiando discorso, ho letto ultimamente dei libri che mi sono piaciuti tanto, ne cito oggi due su tutti: Un'eredità di avorio e ambra di Edmund De Waal, la storia di una collezione e della famiglia alla quale è appartenuta che si snoda attraverso due secoli, una lettura bellissima e struggente, e Canto della pianura di Kent Haruf che narra invece il semplice scorrere dei giorni per alcuni abitanti di una cittadina del Midwest americano, e lo fa con una prosa poetica bellissima, con un sentimento di profonda comprensione umana, rendendolo proprio canto, un canto leggero e profondo allo stesso tempo.

E infine veniamo al mio lavoro.
Ho iniziato l'anno con la voglia e l'intento preciso di tornare su alcuni dei miei temi principali e approfondirli. Ho voglia di grandi tavole colorate, di case, fiori, di piccoli mondi luminosi. Con questo intento ho realizzato:

Un giorno di sole


Verso casa



Rimani

Quasi sempre li racconto, i miei quadri. 
Questa volta vorrei che a parlare fossero solo le immagini, e quello che, per ognuno di noi, possono evocare.
Ognuno vive, qualsiasi cosa - evento, lettura, brano musicale, immagine - in modo assolutamente soggettivo. Per ognuno di noi dunque, una stessa immagine, sarà diversa nella percezione, così come il nostro vissuto è.

Aggiungo solo che, il mio intento è quello di raccontare, con ogni mio quadro, un'intera piccola storia. Spero di essere riuscita (anche questa volta) e che queste storie possano in qualche sottile modo essere raccontate, dal quadro stesso, a chi le osserva.

Di ogni dipinto potrete trovare, nel mio sito, misure, tecnica di esecuzione e prezzo. 
Tutti e tre sono infatti disponibili per un acquisto, non vedono anzi l'ora di trovare il loro posto in quella che da sempre, da prima ancora che io li dipingessi, è la loro casa.

Direi che per oggi posso fermarmi qui, a tutte e tutti voi una buona continuazione di giorni, un abbraccio, e alla prossima!

domenica 1 gennaio 2017

783 - Calendario 2017: il mio dono per voi

Con il 2017 iniziato da una manciata di ore ecco il mio calendario scaricabile per voi!
Anche questa volta mi sono fatta guidare da quello che Pantone ha eletto come colore dell'anno.
Si chiama Greenery ed è un bellissimo verde che solo a guardarlo viene voglia di immergersi dentro.
A me ricorda il primo verde dell'erba nuova, quello delle prime foglie, quello appena lavato da una pioggia di primavera.
È un colore che profuma di gelsomino, di sfalcio del grano, di lunghe camminate tra prati e boschi.

Non potevo, per un colore così, non scegliere frammenti di immagini naturali, in perfetta continuazione e armonia col colore stesso.


Cliccate, scaricate, stampate - sempre meglio su un cartoncino. 
Nel centro in alto ho già evidenziato lo spazio per forarlo e far passare una cordicella per poterlo appendere, se questo è il vostro desiderio.

E che i miei fiori, alberi, lune, possano essere una buona compagnia per l'anno appena arrivato.
A tutte e tutti voi un abbracco e l'augurio di un anno luminoso e creativo!

La solita piccola precisazione, seppure sicuramente superflua, altrettanto necessaria: questo calendario, è soggetto alla licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 3.0 IT , ovvero: obbligo di attribuzione se condiviso, no uso commerciale, no opere derivate.

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