giovedì 21 dicembre 2017

Calendario 2018: il mio regalo per voi

È ormai una consuetudine alla quale non voglio mancare: il calendario da me composto e impaginato come piccolo regalo per la fine di un ciclo e l'inizio di un altro
Ho scelto il giorno del solstizio d'inverno per pubblicarlo, quello in cui il sole si ferma nel cielo per ricominciare poi a salire riportando la luce. 
Ho voluto che per l'anno che sta per iniziare fossero i fiori la guida, la traccia, la protezione. Polline, rugiada, profumi, scie luminose. Anche per il colore di base è un fiore a fare gli onori di casa: si chiama infatti Rapture Rose questa bellissima tonalità di rosa pieno e freddo, un rosa che già declina al magenta ma senza la sua brillantezza acuta quanto piuttosto una nota delicata e antica che proprio le rose ricorda. 
Ve lo regalo come si regala un intero prato. Che possa essere sosta, respiro, riposo, energia, ispirazione.

Come sempre cliccate, scaricate, stampate - meglio su un cartoncino
Nel centro in alto ho già evidenziato lo spazio per forarlo e far passare una cordicella per poterlo appendere, se questo è il vostro desiderio.
A tutte e tutti voi un abbracco e l'augurio di un anno luminoso e creativo!
La solita precisazione: questo calendario, è soggetto alla licenza Creative Commons CC BY-NC-ND 3.0 IT , ovvero: obbligo di attribuzione se condiviso, no uso commerciale, no opere derivate.

lunedì 11 dicembre 2017

Perché a me piace: Rita Bellati

Con l'avvicinarsi sempre più rapido al solstizio d'inverno, finisce la serie di interviste Perchè a me piace dedicata all'autunno.
Per chi dovesse leggerle e leggermi oggi per la prima volta, Perché a me piace è un progetto iniziato diversi anni fa in questo mio blog, nel quale invito, ospito, presento e intervisto creative di cui amo non solo il lavoro, ma l'interessante modo che hanno di inserirlo all'interno della loro vita, facendolo diventare qualcosa di unico, un'emanazione del loro modo di essere. Così come amo lo scorrere delle stagioni ho dato alla mia intervista proprio un carattere stagionale, con alcune domande specifiche sul periodo dell'anno in cui ci troviamo.

E non potevo chiudere l'autunno in modo migliore che assieme alla mia ospite di oggi: Rita Bellati.

Conosco e seguo Rita Bellati da relativamente poco tempo, forse poco più di due anni, ma il suo percorso è stato talmente veloce e ricco che mi sembra di seguirla da molto di più, e realisticamente non sto dicendo qualcosa di strano, in quanto tutte le cose e la crescita che in questo breve periodo ha realizzato, avrebbero potuto essere spalmate in un periodo molto più lungo.

Quando ho visto Rita la prima volta, rimanendo colpita subito dall'atmosfera, il modo di scrivere, le foto che scattava, il suo blog e i suoi canali social si chiamavano Faccio e Disfo e il suo prodotto di punta era la Myselfie, un pendente in legno realizzato a mano, a immagine e somiglianza della persona che lo avrebbe indossato. Un prodotto di così tale e rapido successo che io pensavo Rita lo avrebbe realizzato per sempre, e sarebbe stato la sua più grande e principale caratterizzazione.

Così non è stato... ma solo perché è stato meglio, di più! 

Veniamo a oggi, circa due anni e mezzo dopo: il brand di Rita non si chiama più Faccio e Disfo ma Myselfie Cottage, Rita non realizza più i suoi caratterizzanti bijoux, ma è diventata consulente e formatrice di comunicazione visiva del canale Instagram, il più utilizzato e famoso proprio per questo tipo di espressione.

Cosa è successo nel mezzo? Tantissimo.
Ma non mi voglio concentrare sui fatti (Rita li racconta benissimo nel suo blog), quanto sul modo in cui lei li ha vissuti, osservati, interpretati, descritti, adattandosi di volta in volta a quello che stava succedendo e indirizzando il suo lavoro sulle sue  capacità e le richieste dei suoi clienti.

In breve, rivelandosi come poetica narratrice tramite immagini e parole, ha avuto  un grandissimo successo attraverso il suo profilo Instagram, un mezzo che usa con gran classe, e che nel poco lasso di tempo in cui io ho continuato a seguirla ha avuto una crescita vertiginosa.

Questo le ha fatto comprendere molto velocemente che la sua particolarità, la sua unicità, erano soprattutto  sapersi raccontare giornalmente tramite le immagini e lo storytelling di Instagram, e che era esattamente ciò che avrebbe potuto insegnare agli altri.

Arriviamo a oggi.
Nel'ultimo anno Rita ha scritto un ebook in cui racconta Instagram visto da lei, gestisce su Facebook un gruppo per coloro che hanno letto il suo libro e vogliono confrontarsi sull'uso di questo mezzo (ci sono anche io), ha successivamente creato un corso on line più vasto e articolato, e, sempre su questo argomento, offre due tipi diversi di consulenze individuali.

Perché io la seguo? Perché mi piace?
Per tanti motivi. Perché è un'innovatrice, perché sa adattarsi, perché è veloce, perché si racconta con verità nei suoi successi e nei suoi errori, e ogni suo post diventa una piccola lezione di comportamento nel biz.
Ma soprattutto, secondo me, le sue più grandi qualità, quelle che la rendono unica, sono una capacità di analisi rara, una limpida onestà intellettuale e una profonda serietà (sempre però con la sana vena di ribellione che porta scritta nel suo nome, e su un polso).

Rita è leale, aperta, diretta, anche scomoda se occorre.
Una di cui fidarsi.

Lascio ora a lei la parola, sicura di non essere riuscita a descrivere la sua parabola e il suo modo di essere, per quanto tutto ciò che la riguarda è vasto, veloce, sfaccettato. Così come sono sicura che continuerà in futuro a stupirmi cambiando ancora, continuando ad adattarsi, così come proseguono la sua vita e la sua arte.

 Tu, tutti i giorni

- Cosa c’è sul tuo comodino?
Il sacchetto con i semini di ciliegio (è un toccasana per qualsiasi male bambinesco), qualche ritaglio/disegno dei miei figli, il libretto delle ore (quello che scandisce i momenti di preghiera durante la giornata. Io però mi limito a leggere le lodi).

- Raccogli/collezioni qualcosa?
Fiori e foglie da appendere in casa o per le fotografie.

- Quali sono i tre riti irrinunciabili nella tua giornata?
Lodi al mattino e la brioches che mi porta mio marito in questo periodo di convalescenza, e il "forza, cosa è successo di bello oggi" a cena con i bambini.

Il tuo lavoro

- Chi/cosa ti ispira maggiormente?
I libri illustrati per bambini, mi fanno riflettere tantissimo e trovo che abbiano una profondità che si trova raramente nei libri per adulti.

- Qual è l’aspetto tutto tuo, la polverina magica, ciò che rende il tuo lavoro unico?
Credo che sia la capacità di cura e di trasmettere nel mio lavoro visivo sensazioni e ricordi legati all'infanzia.

- Quale aggettivo ti piacerebbe gli altri usassero per definirti?
Umana.

Il tempo, le stagioni

- Quali suggestioni ti dona l’autunno?
Siamo quasi alla fine e mi è toccato passare la mia stagione preferita in casa, ma l'autunno per me è pura meraviglia e intensa gratitudine per quello che non faccio e che è così gratuitamente offerto ai miei occhi.

- Qual è il tuo cibo preferito in questa stagione?
Senza dubbio i Cinnamo Rolls, ho un debole per la cannella e per i lievitati

- E il capo d’abbigliamento cui non puoi stare senza?
Un cardigan di lana.

Infine

- Raccontaci qualcosa di curioso su di te: un aneddoto, un’idiosincrasia, una passione... qualcosa che chi sta leggendo ancora non sa
Durante la mia adolescenza ho passato un'intensa fase hippie e punk-rock. Ad un concerto dei Millencolin mi sono fatta rubare lo zaino certa che fossimo tutti "peace and love". Sono tornata a casa con i lividi sulle braccia per intense sessioni di pogo ma la strigliata di mio papà è stata più pesante.

Potete trovare Rita Bellati:
- sul suo sito
sul suo Instagram
- su Facebook

Grazie Rita per essere stata mia ospite! Grazie a voi per aver letto.

***

Con questa intervista si conclude il Perché a me piace versione autunno 2017
Arrivederci all'inverno :)

p.s. tutte le foto utilizzate per questo post sono state scelte da me attraverso il blog e il profilo Instagram di Rita Bellati.

giovedì 7 dicembre 2017

Perché a me piace: Cecilia Edera Lattari

Ci avviciniamo alla fine dell'autunno. I giorni più brevi e misteriosi dell'anno. Quelli delle favole nordiche, dei boschi oscuri, della strega che porgendo una mela fa cadere nell'oblio di una notte lunghissima

In questo paesaggio interiore scuro e boscoso (dominato dalla simbologia zodiacale dello Scorpione), che già però volge alla luce (con la freccia del Sagittario), si inserisce perfettamente il lavoro di Cecilia Edera Lattari aka Alchimista del benessere - attenzione già alla definizione scelta: Alchimista. Chi non teme di andare a fondo nell'oscuro di un calderone per trasformare il metallo vile in oro.

Quello che di Cecilia Edera mi ha colpito da subito è stato il suo percorso, interessante fin dagli esordi. Il diploma come attrice e il lavoro in teatro le aprono la prima parte di sentiero verso il mondo profondo degli archetipi e del farsi tramite (una modalità che gli artisti in ogni disciplina conoscono bene). Lo studio delle tecniche erboristiche con la conseguente laurea la conducono ancora più nel centro di quello che, in divenire, sarebbe stata. L'unione di tutto questo, e la continuazione di un percorso di studio sempre più approfondito la conducono a ciò che è ora: una moderna alchimista, qualcuna che mescola in sé la sapienza delle antiche streghe, coloro che sanno i segreti fiori, erbe e radici, con la profondità culturale di chi ha approfondito conoscenze scientifiche, letterarie, artistiche.

Cecilia Edera si rivolge direi esclusivamente al mondo femminile: tramite consulenze individuali,  corsi e laboratori, ascolto, Fiori di Bach, tarocchi intuitivi, simbologia archetipica, aiuta altre donne a entrare in profonda comunicazione con la loro parte autentica, selvaggia, e molto spesso sconosciuta, spaventosa, potentissima. E insegna proprio a non averne paura, ma anzi, a trasformarla in consigliera e alleata

Un altro percorso particolarmente interessante che Cecilia sta percorrendo nel suo lavoro è la consulenza Mamma non mamma,  rivolta alle donne che perse (per mille e mille svariati motivi) in questo ossimoro, sprofondano in sofferenza, indecisioni, dolore.

Infine, una cosa che di Cecilia Edera mi piace tantissimo sono le foto che scatta e pubblica sul suo Instagram (alcune le potete vedere proprio in questo post); le trovo estremamente poetiche ed evocative e forse meglio di tante parole, parlando il linguaggio immediato dell'immagine, comunicano chi Cecilia Edera è e fa

E ora come sempre la parola a Cecilia stessa per l'intervista stagionale.

 Tu, tutti i giorni

- Cosa c’è sul tuo comodino? 
Sul mio comodino ci sono una pila di libri che leggerò, quello che sto finendo (in questo momento è Big Magic di Elizabeth Gilbert), piccole pietre, un’ametista, un sacchettino di lavanda da annusare prima di dormire.

- Raccogli/collezioni qualcosa? 
Ti direi che sono una raccoglitrice di natura. La prima cosa che raccolgo sono, ovviamente, le erbe che utilizzo quotidianamente sia per la cucina, che per il benessere mio e della mia famiglia. Raccolgo Menta spontanea lungo il campo sotto casa, Artemisia argentata al limitare del bosco, Iperico luminoso per realizzare olii e unguenti – ma anche sassolini, fiori da pressare tra le pagine dei libri, messaggi delle fate.
Colleziono mazzi di Tarocchi: se ho qualche soldino da parte puoi stare sicura che il primo acquisto è un mazzo di Tarocchi!

- Quali sono i tre riti irrinunciabili nella tua giornata? 
Un mega tazza di caffè americano appena sveglia.
Una passeggiata nel bosco, anche solo di dieci minuti, per osservare come cambia e si trasforma ogni giorno.
Fare almeno una fotografia – faccio foto da quando sono bambina, è una delle mie grandi passioni!

Il tuo lavoro

- Chi/cosa ti ispira maggiormente? 
Per il 2018 la mia musa è Courtney Love – perché lei ci ha mostrato la potenza della fiaba, che ha la capacità di sovvertire il reale. Lei, con la sua gonna di tulle e la bacchetta magica e la chitarra elettrica. Un mix di dolcezza e di quello che significa essere selvaggia.
L’altra mia musa è Artemide, Diana, la dea dei boschi. L’archetipo della donna libera, indipendente, selvatica, con un profondo legame con gli animali e con le sue sorelle.

- Qual è l’aspetto tutto tuo, la polverina magica, ciò che rende il tuo lavoro unico?
Direi la mia capacità di essere pienamente quella che sono, e di fare davvero quello per cui sento essere nata: aiutare gli altri ad entrare in contatto con la loro parte più autentica, attraverso una cura intuitiva e disvelando la magia.

- Quale aggettivo ti piacerebbe gli altri usassero per definirti? 
Utilizzo la mia parola dell’anno, per questo anno che sta finendo: succulenta, rigogliosa.

Il tempo, le stagioni

- Quali suggestioni ti dona l’autunno? 
L’autunno è la mia stagione preferita: la dimensione intima, le tazze ed il tè, le foglie che scricchiolano, le mele rosse e le torte di mele e cannella. Lo stare insieme, le serate passate a progettare insieme agli amici, i gatti che fanno le fusa. E potrei continuare per ore!

- Qual è il tuo cibo preferito in questa stagione? 
Zucca, in tutte le forme possibili e immaginabili.

- E il capo d’abbigliamento cui non puoi stare senza? 
I miei cappelli, che per la maggior parte ho realizzato da sola con l’uncinetto. Cappelli colorati, molto spesso a punta, come quelli dei folletti. Da indossare rigorosamente con il rossetto, però!

Infine

- Raccontaci qualcosa di curioso su di te: un aneddoto, un’idiosincrasia, una passione... qualcosa che chi sta leggendo ancora non sa  
Posso raccontarti che da poco nella nostra vita sono entrati due gatti: io ho sempre avuto cani, i gatti erano un amore di mia mamma – e io non li ho mai avuti, almeno non “da grande”. E ho scoperto di come la vita con i gatti sia assolutamente di qualità superiore! E non solo: sono riuscita a fare andare d’accordo gatti e cani, al punto che dormono insieme e giocano insieme. Lo trovo uno splendido esempio di accoglienza e di riflessione sulla diversità – gli animali, molto spesso, ci insegnano molto.
Potete trovare Cecilia Edera Lattari:

nel suo sito
sul suo facebook
su instagram

***
Grazie Cecilia,  Alchimista del benessere per essere stata mia ospite.
Appuntamento alla prossima con l'ultima bellissima ospite di questo autunno che volge alla fine.

p.s. Tutte le foto utilizzate in questo post mi sono state fornite da Cecilia Edera Lattari e sono di sua proprietà.

martedì 5 dicembre 2017

800 - Floral: nuova serie di dipinti originali

Raccontavo, qualche post fa, di come nel tempo, una voglia strisciante di cambiamento, mi abbia condotto ad alcune scelte piuttosto radicali e in continua evoluzione.

Così come è avvenuta in me una sorta di resa, si è creata l'apertura per qualcosa di nuovo e inaspettato. Una serie di dipinti che hanno visto cambiare non solo il mezzo usato (sono passata dal legno alla tela), ma anche soprattutto i soggetti, e infine la modalità, che si è fatta meno precisa, più caotica, sfumata.

Tutto è nato in modo piuttosto istintivo, come spesso mi capita - a volte con mio rammarico, in quanto vorrei essere capace di fare scelte ragionate e programmate, ma ancora non ho imparato.

Il risultato è una serie di dipinti, cinque per il momento, che sicuramente continuerà, prendendo forse ancora nuove forme, adattandosi come io mi adatto.

La serie si chiama Floral - e ulteriore cambiamento: non ho volutamente scelto per questi dipinti titoli discorsivi come fino ad ora ho sempre fatto, ma mi sono limitata ad elencarli, lasciando tutto il flusso creativo nel gesto stesso di crearli e facendo sì che il loro mondo, un mondo che fino ad ora avevo sempre espresso anche nel titolo, rimanesse invece un segreto - che si svelerà a chi saprà e vorrà leggerli.

Ve li presento con molta semplicità e il titubante orgoglio di chi sempre, in ogni momento, si ritiene semplicemente un mezzo.

Floral #1 -  cm 24x30 - tecnica mista su cartone telato
Floral #2 -  cm 24x30 - tecnica mista su cartone telato
 Floral #3 -  cm 24x30 - tecnica mista su cartone telato
 Floral #4 -  cm 20x30 - tecnica mista su cartone telato
Floral #5 -  cm 25x35 - tecnica mista su cartone telato
Mi piace che l'ottocentesimo post su questo mio blog sia dedicato tutto a loro. È accaduto per caso - ma chissà se poi il caso esiste...
(A questo proposito: con questo post, l'ottocentesimo scritto qui, lascio andare la numerazione dal titolo. Era una cosa che portavo avanti dal primo post scritto, nella mia piccola mania degli elenchi, ma penso che adesso sia ridondante e inutile che a inizio di ogni post io metta un numero, seppure è il suo numero. Dunque numerazione grazie, vai, sei libera :))


Concludo dicendo che i primi cinque Floral sono tutti disponibili nel mio sito. Vi abbraccio, sussurrando: floral is a state of mind.
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