lunedì 11 dicembre 2017

Perché a me piace: Rita Bellati

Con l'avvicinarsi sempre più rapido al solstizio d'inverno, finisce la serie di interviste Perchè a me piace dedicata all'autunno.
Per chi dovesse leggerle e leggermi oggi per la prima volta, Perché a me piace è un progetto iniziato diversi anni fa in questo mio blog, nel quale invito, ospito, presento e intervisto creative di cui amo non solo il lavoro, ma l'interessante modo che hanno di inserirlo all'interno della loro vita, facendolo diventare qualcosa di unico, un'emanazione del loro modo di essere. Così come amo lo scorrere delle stagioni ho dato alla mia intervista proprio un carattere stagionale, con alcune domande specifiche sul periodo dell'anno in cui ci troviamo.

E non potevo chiudere l'autunno in modo migliore che assieme alla mia ospite di oggi: Rita Bellati.

Conosco e seguo Rita Bellati da relativamente poco tempo, forse poco più di due anni, ma il suo percorso è stato talmente veloce e ricco che mi sembra di seguirla da molto di più, e realisticamente non sto dicendo qualcosa di strano, in quanto tutte le cose e la crescita che in questo breve periodo ha realizzato, avrebbero potuto essere spalmate in un periodo molto più lungo.

Quando ho visto Rita la prima volta, rimanendo colpita subito dall'atmosfera, il modo di scrivere, le foto che scattava, il suo blog e i suoi canali social si chiamavano Faccio e Disfo e il suo prodotto di punta era la Myselfie, un pendente in legno realizzato a mano, a immagine e somiglianza della persona che lo avrebbe indossato. Un prodotto di così tale e rapido successo che io pensavo Rita lo avrebbe realizzato per sempre, e sarebbe stato la sua più grande e principale caratterizzazione.

Così non è stato... ma solo perché è stato meglio, di più! 

Veniamo a oggi, circa due anni e mezzo dopo: il brand di Rita non si chiama più Faccio e Disfo ma Myselfie Cottage, Rita non realizza più i suoi caratterizzanti bijoux, ma è diventata consulente e formatrice di comunicazione visiva del canale Instagram, il più utilizzato e famoso proprio per questo tipo di espressione.

Cosa è successo nel mezzo? Tantissimo.
Ma non mi voglio concentrare sui fatti (Rita li racconta benissimo nel suo blog), quanto sul modo in cui lei li ha vissuti, osservati, interpretati, descritti, adattandosi di volta in volta a quello che stava succedendo e indirizzando il suo lavoro sulle sue  capacità e le richieste dei suoi clienti.

In breve, rivelandosi come poetica narratrice tramite immagini e parole, ha avuto  un grandissimo successo attraverso il suo profilo Instagram, un mezzo che usa con gran classe, e che nel poco lasso di tempo in cui io ho continuato a seguirla ha avuto una crescita vertiginosa.

Questo le ha fatto comprendere molto velocemente che la sua particolarità, la sua unicità, erano soprattutto  sapersi raccontare giornalmente tramite le immagini e lo storytelling di Instagram, e che era esattamente ciò che avrebbe potuto insegnare agli altri.

Arriviamo a oggi.
Nel'ultimo anno Rita ha scritto un ebook in cui racconta Instagram visto da lei, gestisce su Facebook un gruppo per coloro che hanno letto il suo libro e vogliono confrontarsi sull'uso di questo mezzo (ci sono anche io), ha successivamente creato un corso on line più vasto e articolato, e, sempre su questo argomento, offre due tipi diversi di consulenze individuali.

Perché io la seguo? Perché mi piace?
Per tanti motivi. Perché è un'innovatrice, perché sa adattarsi, perché è veloce, perché si racconta con verità nei suoi successi e nei suoi errori, e ogni suo post diventa una piccola lezione di comportamento nel biz.
Ma soprattutto, secondo me, le sue più grandi qualità, quelle che la rendono unica, sono una capacità di analisi rara, una limpida onestà intellettuale e una profonda serietà (sempre però con la sana vena di ribellione che porta scritta nel suo nome, e su un polso).

Rita è leale, aperta, diretta, anche scomoda se occorre.
Una di cui fidarsi.

Lascio ora a lei la parola, sicura di non essere riuscita a descrivere la sua parabola e il suo modo di essere, per quanto tutto ciò che la riguarda è vasto, veloce, sfaccettato. Così come sono sicura che continuerà in futuro a stupirmi cambiando ancora, continuando ad adattarsi, così come proseguono la sua vita e la sua arte.

 Tu, tutti i giorni

- Cosa c’è sul tuo comodino?
Il sacchetto con i semini di ciliegio (è un toccasana per qualsiasi male bambinesco), qualche ritaglio/disegno dei miei figli, il libretto delle ore (quello che scandisce i momenti di preghiera durante la giornata. Io però mi limito a leggere le lodi).

- Raccogli/collezioni qualcosa?
Fiori e foglie da appendere in casa o per le fotografie.

- Quali sono i tre riti irrinunciabili nella tua giornata?
Lodi al mattino e la brioches che mi porta mio marito in questo periodo di convalescenza, e il "forza, cosa è successo di bello oggi" a cena con i bambini.

Il tuo lavoro

- Chi/cosa ti ispira maggiormente?
I libri illustrati per bambini, mi fanno riflettere tantissimo e trovo che abbiano una profondità che si trova raramente nei libri per adulti.

- Qual è l’aspetto tutto tuo, la polverina magica, ciò che rende il tuo lavoro unico?
Credo che sia la capacità di cura e di trasmettere nel mio lavoro visivo sensazioni e ricordi legati all'infanzia.

- Quale aggettivo ti piacerebbe gli altri usassero per definirti?
Umana.

Il tempo, le stagioni

- Quali suggestioni ti dona l’autunno?
Siamo quasi alla fine e mi è toccato passare la mia stagione preferita in casa, ma l'autunno per me è pura meraviglia e intensa gratitudine per quello che non faccio e che è così gratuitamente offerto ai miei occhi.

- Qual è il tuo cibo preferito in questa stagione?
Senza dubbio i Cinnamo Rolls, ho un debole per la cannella e per i lievitati

- E il capo d’abbigliamento cui non puoi stare senza?
Un cardigan di lana.

Infine

- Raccontaci qualcosa di curioso su di te: un aneddoto, un’idiosincrasia, una passione... qualcosa che chi sta leggendo ancora non sa
Durante la mia adolescenza ho passato un'intensa fase hippie e punk-rock. Ad un concerto dei Millencolin mi sono fatta rubare lo zaino certa che fossimo tutti "peace and love". Sono tornata a casa con i lividi sulle braccia per intense sessioni di pogo ma la strigliata di mio papà è stata più pesante.

Potete trovare Rita Bellati:
- sul suo sito
sul suo Instagram
- su Facebook

Grazie Rita per essere stata mia ospite! Grazie a voi per aver letto.

***

Con questa intervista si conclude il Perché a me piace versione autunno 2017
Arrivederci all'inverno :)

p.s. tutte le foto utilizzate per questo post sono state scelte da me attraverso il blog e il profilo Instagram di Rita Bellati.

4 commenti:

  1. Gracias!...conociendo a alguien más de quien maravillarme!

    RispondiElimina
  2. Fighissima questa rubrica! Che bel modo di raccontare una persona, ho scoperto da poco il profilo di Rita e mi piace più di tutto l’atmosfera che crea.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero che è molto coinvolgente? Sono felice questa rubrica ti piaccia e di averti dato un po' di nuova ispirazione. Grazie per il commento, un caro saluto!

      Elimina

grazie per i commenti che lascerete :)
seppure non sempre riuscirò a rispondere personalmente a tutti, sappiate che apprezzo molto che qualcuno decida di spendere un po'; del suo tempo a farlo.
tiziana

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